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Visualizzazione dei post da novembre, 2023
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Ha suscitato molto scalpore la notizia che lo scrittore Paolo Cognetti avrebbe evocato nel suo ultimo romanzo la Valsesia in maniera cupa e negativa e le parole da lui rilasciate in un'intervista radiofonica hanno offeso molti valsesiani. Noi non vogliamo entrare nel merito della questione perchè non abbiamo letto il libro e nemmeno ascoltato l'intervista, ma prendiamo spunto per presentare la Valsesia con le parole e con gli occhi di Raffaele Tosi che ci è vissuto e l'ha amata visceralmente, non disdegnando di avanzare delle critiche ai suoi abitanti quando riteneva che non fossero all'altezza delle potenzialità della Valle. LA M ÊIA VALÀA Sun gnù l'mund nt' têra – che l'Signor lé banadì; nt'una têra luminosa – cumé n'gran giardin fiurì, cun turrent e creus chi specchiu – la bellessa dal seu ciel, cun muntagni chi fiurissu – stelli alpini n'mess dal gel! Sun nasù nt'una valada – ch'lé da tucc la preferia, ca sa stend ai pei d...
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Nella Giornata per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza di cui cade oggi la ricorrenza, pubblichiamo la poesia che si trova in apertura dei “Canti dell'alba”, raccolta pensata proprio per i bambini. Accogliamo tutti l'invito di Raffaele Tosi a coltivare con amore e sapienza il tenero fiore dell'infanzia, per far sì che un domani – speriamo non lontano - questo nostro mondo martoriato si trasformi in uno splendido giardino, dove nessun bambino debba più soffrire a causa della cattiveria e dell'indifferenza degli adulti. AI GENITORI E AI MAESTRI Date ali all'infanzia! Aprite i cuori e gl'intelletti ai voli del pensiero! Per voi verranno i nuovi scopritori, per voi verran gli apostoli del Vero. Foggiate la plasmabile materia, e siate, nel forgiar, poeti e santi; spaziate in alto, sopra ogni miseria, e ai cuori infonderete estri di canti! Date, e sia linfa, il vostro sangue ardente alle tenere, verdi pianticelle, e le vedrete crescer fierame...
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Leggiamo nell'archivio parrocchiale che « il giorno 8 aprile 1923, nel cantone dei Prati, il Rev.do Don Giovanni Maria Prandina Arciprete di Cervarolo procede alla benedizione della campana dell'oratorio di San Grato imponendole il primitivo nome di “San Grato”. La funzione si è svolta alla presenza del Fabbriciere dell'Oratorio sig. Giuseppe Tosi e del padrino sig. Marco Tosi ». Sono quindi 100 anni che l'attuale campana scandisce il tempo e richiama i fedeli a raccolta, accompagnandoli negli avvenimenti tristi e lieti delle loro vite! Sempre dall'archivio veniamo a sapere che essa fu un dono fatto da Giuseppe Tosi, il quale, ritornato in patria dopo essere stato per lungo tempo a Buenos Aires, volle omaggiarla al suo paese di origine insieme ad un'ampia tettoia per il lavatoio. La campana probabilmente sostituì quella precedente, costata 238,5 lire nel 1825, quando era fabbriciere un altro Giuseppe Tosi. Chissà cosa ricordava Raffaele Tosi di quella cerimonia ...
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2 NOVEMBRE S'adornano le tombe coi fior della tristezza, mentre la nebbia incombe sui monti a mezz'altezza. Un freddo venticello soffia nel Camposanto, dove ogni cuore in pianto prega sopra un avello. Prega: - Pei Morti pace! Prega: - Pei vivi Amor! Di fuori il mondo tace, muoiono l'erbe e i fior.