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Visualizzazione dei post da settembre, 2023
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Oggi per la Valsesia è un giorno molto importante, che sicuramente passerà alla storia: Monsignor Franco Giulio Brambilla ha proclamato la Beata Panacea patrona di tutta la valle. La sua storia, molto simile alla fiaba di Cenerentola, dalla quale però si discosta per il tragico finale, è nota a tutti in zona. Noi abbiamo già parlato in passato del dramma “La Beata Panacea” che Raffaele Tosi compose, insieme a Carlo Marchino, nel 1955 su richiesta dell'editore Majocchi e ne avevamo proposto i cori conclusivi del Primo e del Terzo Atto. Questa volta vogliamo proporre uno stralcio recitato, preso dall'Atto Terzo (Scena II, Scena III e inizio Scena IV), in cui si dà notizia della morte di Panacea e del suicidio della matrigna. SCENA II Marta. (a Rosa, prima che questa possa parlare) Rosa, in nome di Dio, che è accaduto? Rosa. (col pianto nella voce) Panacea... Marta. (attorniata da Silvia, Maria, Annetta, che s'è alzata) Ebbene? Panacea? Parlate Rosa! Dov'è? Rosa. (levando ...
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Oggi è il giorno in cui si ricorda San Grato, patrono del nostro paese di Prati e anche della città di Aosta, di cui è stato il secondo vescovo. La chiesa a lui dedicata nella cittadina valdostana è ormai sconsacrata e adibita a salone per mostre d'arte, quindi le sue reliquie sono state traslate nella cattedrale di Santa Maria Assunta; i festeggiamenti in suo onore sono, però, ancora solenni e importanti e coinvolgono tutta la città con varie manifestazioni, come, ad esempio, il Festival degli Artisti di Strada. In qualche modo gli abitanti dei Prati si sentono uniti a questa cittadina proprio in virtù del santo patrono ed El Raffa le ha dedicato questa poesia in cui esprime il suo disappunto per la decisione di diventare Regione Autonoma a Statuto Speciale, prendendo così le distanza dal resto d'Italia e, di conseguenza, anche dal Piemonte, cui avrebbe potuto sentirsi vicina geograficamente e storicamente. [In foto la facciata della chiesa sconsacrata di San Grato ad Aosta, c...
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SETTEMBRE Ecco Settembre! Matura l'uva sui tralci di già. Tornan gli armenti in pianura, i villeggianti in città. Nei boschi neri le sacche colma di funghi il villan. Splendon sui cigli le bacche, crescono i colchici al pian. Bionde, le prime castagne cadon dagli alberi al suol; sulle romite montagne le nebbie velano il sol. Già qualche foglia si stinge, sembra lì lì per cascar... Lo scolaretto s'accinge alla sua scuola a tornar!