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Visualizzazione dei post da marzo, 2024
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Dopo i circa 20°C di qualche giorno fa, stamattina un'imprevista nevicata ha imbiancato i fiori e le gemme che già ricoprivano i prati e i rami degli alberi, pronti ormai a sbocciare completamente. Nel pomeriggio, però, il cielo si è rasserenato e questo, insieme all'avvicinarsi della Pasqua, ci ha donato quella speranza che manca nel finale di questo sonetto di Raffaele Tosi. PRIMAVERA DI MORTE Come al bacio immortal del divo Amore s'apre alla gioia l'anima sincera, così al raggio del sol t'apristi, o fiore, ma, crudel, ti tradì la Primavera. Cadde la neve soffice e leggera su te posando in tutto il suo candore, finchè il gel ti recise, e la bufera ti portò lungi, a mete di squallore. Or, rosea macchia in un deserto bianco, chieder sembri a che valga esser nato gentil così per poi morir nel fango. Ed io, che canto a te, deluso e stanco, d'un sogno nel deserto sconfinato ti somiglio al mio cuore, e ti compiango.
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COLLANA DI PERLE - SCIARADA Nega il primiero, nega il secondo, ma un ben del mondo voglio all'intero. [soluzione dell'11 marzo: niente]
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COLLANA DI PERLE - INDOVINELLO Il sordo mi ode. Il cieco mi vede. Il pigro mi fa. Il morto mi sente. Lo sciocco mi sa. [soluzione del 26 febbraio: la sigaretta]
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Il brutto tempo e il rischio valanghe di questi giorni ci hanno fatto venire in mente questa novella di Raffaele Tosi, in cui un'abbondante nevicata ha salvato un uomo dall'assalto di un lupo. NELLE MANI DI DIO Da quanti ormai vivesse nella foresta egli stesso non lo sapeva. Certo, erano tanti se aveva potuto incanutire e piegarsi verso terra a quel modo. Fuggito dal consorzio degli uomini che lo avevano misconosciuto e trattato alla stregua di un paria dal giorno in cui aveva osato schierarsi apertamente in favore dei deobli e degli oppressi, si era rifugiato in quella tana scavata nella roccia presso il greto del torrente, e là aveva vissuto, cibandosi delle poche provviste che i carbonai gli portavano all'alba del lunedì tornando al lavoro, insieme con tutto quello che la natura gli offriva, all'istessa guisa di un selvatico braccato dai cacciatori. E, poiché non poteva più amare il suo prossimo, aveva riversato sugli animali tutti i tesori della sua anima appassio...