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Visualizzazione dei post da agosto, 2022
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Domenica 28 agosto, festa patronale di San Grato ai Prati. Come ogni anno, questa è l'occasione per ritrovarsi tutti insieme, prima nella chiesa addobbata a festa per pregare e poi in piazza seduti sui muretti di pietra riscaldati dal sole per chiacchierare. Una giornata lieta, ma che segna per molti il rientro al lavoro, per tutti il finire dell'estate e così, in qualche modo, scandisce il tempo che passa. Inevitabile notare l'assenza di chi, dopo aver festeggiato tanti San Grato con noi, non è più presente. Ci piace però pensare che, come suggerisce El Raffa in questa poesia, siano tutti lì, non più presenti fisicamente, ma di certo non assenti spiritualmente, in attesa che apriamo la porta per dare inizio alla festa, uniti da un legame che varca i limiti del tempo. LA CHIESA CHIUSA La bianca chiesa che mi accolse bimbo non ha più incanti come ai giorni chiari. Deserta tace: e sembra, la sua porta, un ciglio chiuso sopra un pianto amaro. La fonte sola, sul piazzale, cont...
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Il 15 agosto è la festa dell'Assunzione di Maria. Nella Basilica del Sacro Monte di Varallo la Madonna è rappresentata nei due momenti che hanno segnato la fine della Sua vita terrena: alzando lo sguardo, già rivolti verso il Cielo, possiamo ammirarla alla sommità della splendida cupola da dove, attorniata dagli angeli, veglia su di noi; scesi invece nello scurolo possiamo sentirla forse più vicina nel nostro cammino sulla Terra, avvicinandoci a Lei per contemplarla mentre dorme alla stessa altezza dei nostri occhi. Una Madre che non a caso in Paradiso è incoronata Regina non solo del Cielo ma anche della Terra, perchè non c'è nulla che possa allontanarla dai suoi figli. Anche Raffaele Tosi in questa poesia quasi a conclusione del “Poema del Golgota” rivolge al pellegrino l'invito di scendere nello scurolo per sostare lì con Lei in preghiera. [Nella prima foto la statua della Madonna Dormiente, nella seconda una curiosità: i Padri Missionari della Consolata fecero scolpire ...
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VARALLO Varallo, il sole che ti bacia in fronte e dei tuoi fiumi in chiare acque risplende, sul cavallo dei secoli discende santificato a te dal Sacro Monte. D'alti fastigi e di sventure orrende glorie ei conosce, e orror, da antica fonte. Su l'armi delle tue falangi, pronte contro Cesare Maggi, un lampo accende. Rivolo d'or, dilaga ai pian feraci, ride agli erbosi cigli, umidi e puri come occhi in pianto; passa, onda di baci, sul tuo silenzio, e va a morir sui duri gioghi dei monti in mezzo a cui tu giaci, bella, in attesa dei destin futuri. (In foto il busto di Cesare Maggi, nella cappella che si trova lungo la salita del Sacro Monte)