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Visualizzazione dei post con l'etichetta Dialetto
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E anche quest'anno siamo arrivati al Martedì Grasso ed è ora di salutare il Marcantonio e la Cecca, sovrani per un giorno di un regno di cartone, come dice El Raffa in questa poesia. Essi continueranno però a guardarci dai murales di via Fiume, fin quando sarà il momento di vederli nuovamente scendere per le strade, avvolti dai coriandoli e dal profumo della paniccia, pronti a impegnarsi per rispondere alla richiesta che ogni suddito rivolge loro quando canta l'Inno a Marcantonio Carlavèe: “Fa' che regni il buon umore, l'abbondanza e l'allegria, fa' che palpiti nel cuore la concordia e l'armonia”! Carlavèe Carlavèe lè torna qui, veggiu ludru sbrindellà, ma s' pò dì clè riverì pussè 'ncòo d'un deputà. A l' gà pena ma n' dì d' gloria e l' seu regnu l'è d' cartun, ma però l' passa nt'la storia d' tutta quanta la nasiun. Tenc vigioit che durant l'ann jan facc sempri ma cilecca ntl'uccasiun che...
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Ha suscitato molto scalpore la notizia che lo scrittore Paolo Cognetti avrebbe evocato nel suo ultimo romanzo la Valsesia in maniera cupa e negativa e le parole da lui rilasciate in un'intervista radiofonica hanno offeso molti valsesiani. Noi non vogliamo entrare nel merito della questione perchè non abbiamo letto il libro e nemmeno ascoltato l'intervista, ma prendiamo spunto per presentare la Valsesia con le parole e con gli occhi di Raffaele Tosi che ci è vissuto e l'ha amata visceralmente, non disdegnando di avanzare delle critiche ai suoi abitanti quando riteneva che non fossero all'altezza delle potenzialità della Valle. LA M ÊIA VALÀA Sun gnù l'mund nt' têra – che l'Signor lé banadì; nt'una têra luminosa – cumé n'gran giardin fiurì, cun turrent e creus chi specchiu – la bellessa dal seu ciel, cun muntagni chi fiurissu – stelli alpini n'mess dal gel! Sun nasù nt'una valada – ch'lé da tucc la preferia, ca sa stend ai pei d...
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Oggi è il giorno in cui si ricorda San Grato, patrono del nostro paese di Prati e anche della città di Aosta, di cui è stato il secondo vescovo. La chiesa a lui dedicata nella cittadina valdostana è ormai sconsacrata e adibita a salone per mostre d'arte, quindi le sue reliquie sono state traslate nella cattedrale di Santa Maria Assunta; i festeggiamenti in suo onore sono, però, ancora solenni e importanti e coinvolgono tutta la città con varie manifestazioni, come, ad esempio, il Festival degli Artisti di Strada. In qualche modo gli abitanti dei Prati si sentono uniti a questa cittadina proprio in virtù del santo patrono ed El Raffa le ha dedicato questa poesia in cui esprime il suo disappunto per la decisione di diventare Regione Autonoma a Statuto Speciale, prendendo così le distanza dal resto d'Italia e, di conseguenza, anche dal Piemonte, cui avrebbe potuto sentirsi vicina geograficamente e storicamente. [In foto la facciata della chiesa sconsacrata di San Grato ad Aosta, c...
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Sono passati ben 65 anni da quando El Raffa ha scritto questa poesia che già parlava di spopolamento e di avanzata dei lupi e sembra proprio che la situazione si stia evolvendo in questa direzione. Siamo agli ultimi giorni di agosto e il paese è pressochè deserto. Il lavoro, gli impegni, gli svaghi, tutto è una buona motivazione per scendere a valle o andare altrove e così la piazza dei Prati, che fino a qualche anno fa in questo mese era piena di macchine, tanto da avere difficoltà a fare le manovre, è quasi vuota. Ma non è tutto perduto. Domenica c'è stata la festa di San Grato e, nonostante il maltempo del mattino che però al pomeriggio ci ha lasciato lo spazio per un tranquillo e gioioso incanto delle offerte all'aperto, il paese è tornato a risuonare di voci e di passi e tutti sono stati contenti di essere riusciti anche quest'anno a ritrovarsi senza fretta, se pur solo per una manciata di ore, sul muretto del sagrato, perchè in fondo, se questa giornata saltasse, manc...
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Resilienza: capacità di subire un urto senza rompersi; in psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Così recita il dizionario per esprimere la particolare capacità di uscire rafforzati dalle situazioni di crisi. E quale pianta può esprimere questo concetto meglio del rovo? Niente riesce a stroncarlo e, viste le sue spine e gli animali pericolosi che trovano asilo tra i suoi viluppi, attira anche il fastidio della gente, che però, in estate, ricerca i suoi frutti golosi. L' RUVÈI Tei maledi pussè che la grameugna cla 'nvad i chemp dla nosta pôvra gent, parchè fra i teui viluip i trovu asilu scurpii, ragn e sarpent. Si ta brusu, ta 'ngrassu; si ta struncu t' rinassi, cumè l'idra, pussè vif; si ta struppu t' rifai milla raisacci, cumè n' cancru catif. E parée t' vivi, curassà da spini, udià dal pôvru, dispressà dal sior, eppura, quand ca vèn la Primavera, anca ti t' dai n' fior....
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Giovedì Grasso (Giobiaccia) di ben 65 anni fa: El Raffa decide di mandare il suo augurio di buon carnevale agli emigranti valsesiani che, lontani dalla loro terra, sembrano portarle più rispetto di quanto non facciano coloro che qui sono rimasti. Ed ecco che tutta la poesia è giocata sulla contrapposizione tra chi resta, ma ama la Valsesia solo a parole, e chi va via, portando nel cuore l'amato e sempre vivo ricordo delle sue origini: i primi cercano di guadagnare tutto per sè, i secondi usano i soldi duramente sudati per finanziare opere di beneficenza; quelli passano il tempo a criticare tutto, questi cuciono le labbra per non dar fiato alle eventuali lamentele. Come dice Dorothy ne “Il mago di Oz”, “nessun posto è bello come casa mia”, ma spesso è necessario allontanarsi per rendersene davvero conto e desiderare di esprimere coi fatti questo apprezzamento. [In foto una cartolina inviata al papà di Costantina da uno dei suoi sei fratelli, Ferdinando, immortalato davanti alla sua ...
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In questi giorni ancora di festa, mettiamo una poesia che non è propriamente adatta. Questo giorno, però, ci ricorda uno dei momenti più tristi della nostra vita: il 3 gennaio '77, la perdita di papà e la percezione che le nostre radici non erano più ancorate all'albero che ci aveva dato la vita. Solo il ricordo del suo volto sereno, il volto di chi ha raggiunto quella Pace tanto cercata nella vita, ci dava sollievo. COL DI'... Côl dì ( o côlla séira?) saran d'antòrn a mì i méj Méurt a 'nvidémi e ij viv a piangi, e, comè su na schermo, ma sfilerà davanti la mia vita passàa, facci visti e scomparsi tra musichi 'd fanfari e rintòich ad campani. [...] I rivedréu 'l bandéri di méj séugn luminos, v'una a v'una ammajnàj par continui sconfitti, fin a l'ultima, côlla che anca ij vincitor la védd curvà a ginéugg, quand a ciàma na Vös. Nutt'àutr a 'm resterà che da basèe la Crös che 'l prèjvi m'uffrirà, burbuttand ma preghiera cun l' t...
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8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Vogliamo, con questa simpatica poesia di El Raffa, ricordare il duro lavoro che ogni giorno dovevano sobbarcarsi le donne valsesiane per portare avanti la casa e la famiglia, poco festeggiate e più abituate ad ammucchiar legna che a ricevere mimose, ma sicuramente fondamentali! LA GIURNAA DLA VALSESIANA Intervista... semiseria concessa dla Maria Balicca dal Creus al nostro inviato El Raffa Gnivi pura, gnivi, Raffa! V'aspiceva quasi più! Gnivi a bevnu na caraffa! Sei al prim ca riva su! Voi sèi nutta vun ca l' banfa! Sèi dla Vall, tant cumè l' Zanfa clè mandavi fin su qui! Sèi gnù vugghi la Maria par buttèla sal giurnal? Disè pura, n' puisia, ca s' la passa piuttòst mal! Ma satèvi riva mi! Tirè su l' cù dla priéra! Sun mia vuna d' giù da lì d' vegghi pòra a sa manèra! Bavè stiss... Lè vin liger, par pueti e par barlicch... Tucchè su cun mi l' bicier, e scutè ciu chi va dicch... *** Tutti l' matin, bun...
Domani a Doccio si terrà l'ormai tradizionale fiera del bestiame ed era quindi inevitabile che oggi Varallo fosse attraversata dai pastori con i loro animali. Questa fiera è di istituzione recente, ma da sempre l'autunno è tempo di transumanza e vede la Valsesia attraversata da greggi e mandrie che lasciano gli alpeggi per scendere più a valle, riempiendo l'aria con il loro odore inconfondibile e con il suono cadenzato dei campanacci, così come El Raffa ha descritto in questa poesia in dialetto apparsa su “Valsesia Nostra” nel 1959. LA PARTENZA DI PASTOR T'senti l'brunzi däl vacchi nt'i valài, a riva giù i pastor da sj'alp d'Mèra, cun bastunaic n'man, capéi sfurmài, barbi da Giuda e grinti da galèra. E din e dôn... Al can, da part, l'caccia foo dal pasturi l'tôr, ca l'vol più 'ndèe; l'pastor s'ferma, l'visca la pipaccia, e la cansun dal Sesia a stà scutèe. Cansun trista, d'rimpiant... - Adiù, pastor! La Valsesia, v...
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SPUNTIN... A LA VALSESIANA Si ma fèj n' insalatina d' òvi d ü ri e 'd patacèuj, cun na sprissa 'd sal, ma fina, 'n cicchètt d' èuliu e 'm pò 'd fasèuj, stiss d' asèj, pena ca 's senta, na cigulla e na frès d' àj, ses o sett fètti 'd pulenta, mi va làss cappògn e gàj. E si vrèi dèmi na stiss par cuncludi la spuntin, da que l'è chi preferiss, tirè cià 'n tòcch da stracchin, ma du cul ca 'l vò slanguèe, na caraffa pina 'd vin, e 'n “tuscanu” da fumèe!...