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Visualizzazione dei post da giugno, 2021
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Dato che la Valsesia è popolata da sempre più numerose specie di animali, leggiamo qualche curiosa leggenda che Raffaele Tosi ha raccontato sulla “Domenica del Corriere” nel novembre del 1944. Di alcune di esse potremmo anche, per gioco, verificare la veridicità, ma per altre, vista la pericolosità e la ferocia degli animali che le riguardano, è meglio non rischiare! L'UOMO E LA BESTIA Strane, ma vere Chi saprà mai dire da dove nascono certe leggende? La fantasia del popolo, specialmente se vi si aggiunge l'ignoranza anche dei primi rudimenti scientifici, certo ha la sua importanza nelle credule leggende. L'uomo del medioevo, quando erano più fitte le tenebre dell'ignoranza, non aveva certo nozioni profonde di zoologia: sugli animali la verità era costituita da leggende antiche. Si credeva quindi che la lince vedesse attraverso i muri; si era convinti che esistevano formiche grosse come un cane continuamente occupate a scavare la terra per scoprirvi dell'oro; il cer...
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Primavera inoltrata, quasi estate. Il verde predomina su ogni altro colore, l'erba è da falciare e il sole inizia ad essere ben caldo; l'aria è satura di profumi e il vento porta con sè i cinguettii dei più svariati uccelli. La sera scende dolcemente, ma coperta da un velo di malinconia. Di colpo ogni lieta premessa d'estate sembra svanire e la nostalgia prende il sopravvento. È il tempo dei ricordi. E, come in un film, Raffaele Tosi fa scorrere davanti ai nostri occhi le immagini di un tempo lontano, ormai svanito per sempre. RISALENDO L'ANTICA VIA Scende la sera sui luoghi dove ho tanto amato e sofferto. La Valle è muta, e solo un usignolo piange sul vertice dell'abete che allegra il piano. La primavera è nell'aria, satura di strani profumi, carpiti forse a fiori di terre misteriose e lontane; quelle terre che ho sognato quale meta ai miei viaggi, in questo stesso luogo, bambino. E penso: - Quanto tempo è passato! Allora la mia valle era sempre popolata, e sem...
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Oggi si è concluso un altro anno scolastico. Giorno sempre molto atteso dagli studenti, questo è anche un momento di bilanci. Gli alunni aspettano con trepidazione l'uscita delle pagelle, gli insegnanti si chiedono se sono stati in grado di trasmettere qualcosa che lasci almeno un piccolo segno nelle loro vite. Le stesse riflessioni accompagnavano Raffaele Tosi il 14 giugno 1950, quando scriveva questa pagina di “Diario”: Son qui, nella “mia” scuola. Scrivo. Fuori, sulle soglie delle loro misere abitazioni, i contadini affilano le falci. Altri, più lungi, sotto il sole avvampante, spandono l'erba ammucchiata. È giugno. Fra pochi giorni non sarò più qui, fra queste pareti, con questi bimbi, che ho imparato ad amare. Come tanti (che ora forse non ravviserei più, perchè hanno mutato il loro volto bambino, quello che solo conosco) li saluterò, forse per sempre. Ed essi non conserveranno altro, di me, che una pagella, col mio nome. Una firma, che sbiadirà col tempo. Non altro? Sì:...
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Cogliamo l'occasione della Festa della Repubblica per proporre la canzoncina “La mia Patria”, presente nella raccolta “I canti dell'alba”: Madre invitta di mille poeti che le glorie ne sanno cantar, culla eccelsa di Santi ed artieri, la mia Patria si stende sul mar. Dalle vette coperte di neve ai pianori cosparsi di fior, circonfusa di luce e di canti, la mia Patria è un asilo d'amor. Quanto sei bella, Italia, giardin dei fior! Quanto sei bella, Italia, Terra d'Amor! Pubblicata dalla Casa Editrice Serafino Majocchi nel 1956, “I canti dell'alba” è definita dalla locandina pubblicitaria una “raccolta di splendide poesie per bambini dai 3 ai 5-7 anni”, divisa in 10 sezioni: 1- I canti dell'alba, 2- Dio, Patria e Famiglia, 3- Il tempo e le stagioni, 4- I fiori e i frutti, 5- Gli animali e gli insetti, 6- Filastrocca, filastrocca..., 7- Le ricorrenze, 8- Indovinelli e giochi, 9- Lievi armonie, 10- Le voci della sera. I testi sono tutti di Raffaele Tosi, mentre le mus...