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Visualizzazione dei post da agosto, 2023
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Quando abbiamo visitato la Mostra sulle guide del Sacro Monte siamo rimasti un po' male. Tra le varie guide poetiche non è stata citato "Il Poema del Golgota", tanto voluto da Padre Manni (in foto). Subito abbiamo pensato ad una poesia, pubblicata su “Musica d'acque”, edito da "La Zagara" di Reggio Calabria nel 1952: “Incendiaria”. Triste presagio o desiderio avverato? INCENDIARIA (A G. Fontana) Chiedo che l'oblio fasci la mia vita, cotesta vita mia, sì tanto amara, randagia come un cane bastonato, triste come la morte. Chiedo che il canto che ho donato venga cancellato persino nel ricordo di chi l'amò, e m'arrida la certezza d'esser solo e ignorato. Chiedo che tanta, tanta neve cada sull'orme dei miei passi, e porti il vento l'eco della mia voce a plaghe ignote, fredde e disabitate. Chiedo che lavi il pianto del mio cuore le colpe che ho commesso, e mai risplenda sul bene che ho compiuto il raggio vivo della riconoscenza. Chiedo che ...
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Sono passati ben 65 anni da quando El Raffa ha scritto questa poesia che già parlava di spopolamento e di avanzata dei lupi e sembra proprio che la situazione si stia evolvendo in questa direzione. Siamo agli ultimi giorni di agosto e il paese è pressochè deserto. Il lavoro, gli impegni, gli svaghi, tutto è una buona motivazione per scendere a valle o andare altrove e così la piazza dei Prati, che fino a qualche anno fa in questo mese era piena di macchine, tanto da avere difficoltà a fare le manovre, è quasi vuota. Ma non è tutto perduto. Domenica c'è stata la festa di San Grato e, nonostante il maltempo del mattino che però al pomeriggio ci ha lasciato lo spazio per un tranquillo e gioioso incanto delle offerte all'aperto, il paese è tornato a risuonare di voci e di passi e tutti sono stati contenti di essere riusciti anche quest'anno a ritrovarsi senza fretta, se pur solo per una manciata di ore, sul muretto del sagrato, perchè in fondo, se questa giornata saltasse, manc...
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Il Sacro Monte, che un po' tutti i valsesiani hanno nel cuore, tanto da aver costruito lungo le strade che convergono a Varallo dei piloni votivi che segnano il primo punto da cui è possibile avvistarlo, colpisce ancora oggi, a distanza di secoli e in un contesto totalmente diverso da quello in cui è stato realizzato, i pellegrini o i semplici turisti che vengono a visitarlo. Fede, arte e natura si intrecciano indissolubilmente e tutto richiama alla preghiera e alla pace: la Basilica che odora di incenso, le cappelle che ci rendono spettatori quasi diretti degli episodi salienti della storia dell'Amore di Dio per l'uomo, la natura che tutto avvolge e racchiude, fondendosi in maniera armoniosa con quanto costruito da mano umana. Chi vi sale ridiscende a valle se non rinnovato almeno rasserenato e porta con sè il ricordo di un luogo fuori dal tempo, dove il Cielo sembra più vicino alla terra. Oggi, che è la solennità della Madonna Assunta, e chi ama il Sacro Monte non può far...
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Resilienza: capacità di subire un urto senza rompersi; in psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Così recita il dizionario per esprimere la particolare capacità di uscire rafforzati dalle situazioni di crisi. E quale pianta può esprimere questo concetto meglio del rovo? Niente riesce a stroncarlo e, viste le sue spine e gli animali pericolosi che trovano asilo tra i suoi viluppi, attira anche il fastidio della gente, che però, in estate, ricerca i suoi frutti golosi. L' RUVÈI Tei maledi pussè che la grameugna cla 'nvad i chemp dla nosta pôvra gent, parchè fra i teui viluip i trovu asilu scurpii, ragn e sarpent. Si ta brusu, ta 'ngrassu; si ta struncu t' rinassi, cumè l'idra, pussè vif; si ta struppu t' rifai milla raisacci, cumè n' cancru catif. E parée t' vivi, curassà da spini, udià dal pôvru, dispressà dal sior, eppura, quand ca vèn la Primavera, anca ti t' dai n' fior....
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IL POEMA DEL GOLGOTA (II parte) Ciò che distingue “Il poema del Golgota” dalle altre guide poetiche è il carattere marcatamente religioso dei sonetti che si concentrano sugli episodi biblici rappresentati senza mai rivolgersi al pellegrino; in questo modo l'opera diventa perfettamente autonoma rispetto al contesto, ma, nello stesso tempo, adempie pienamente al suo compito di guida perchè ogni sonetto è affiancato da una o più fotografie in bianco e nero corredate da didascalie che riportano l'anno di realizzazione, informazioni sugli artisti che vi lavorarono, giudizi estetici e curiosità di vario genere, che istruiscono il pellegrino durante la visita a questa Nova Jerusalem. Nella sezione intitolata “Fiorita mistica” sono invece chiari ed evidenti i riferimenti al Sacro Monte perchè lì sono raccolte 11 poesie, in metriche diverse, dedicate a singoli personaggi delle cappelle o ad altri monumenti, e la “Supplica alla Vergine Assunta”, musicata dall'amico Carlo Marchino, or...
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IL POEMA DEL GOLGOTA (I parte) È in corso nella Biblioteca Civica “Farinone Centa” una mostra dedicata alle guide del Sacro Monte di Varallo. Nel corso dei secoli ne sono state pubblicate tantissime, ma solo quattro di esse sono state composte in poesia. Tra queste ci sono le più antiche descrizioni del Sacro Monte che ci siano pervenute (1514 e 1566), ma, successivamente, bisognerà aspettare gli anni Trenta dell'800 per trovare un'altra guida poetica e, infine, il 1958 quando padre Eugenio Manni, individuò in Raffaele Tosi “il Poeta […] più vicino al mio gusto ed il più vicino, per affezione, al Sacro colle della nostra Varallo” che “può ben scrivere ora una Guida densa e vibrante; egli può trasfondere negli altri qualcosa di bello che è suo”. Nacque così, per esplicita richiesta, “Il Poema del Golgota”, definito da Luciano Bassi “una preziosissima guida ragionata «sui generis» al Sacro Monte di Varallo che, fra tanti che lo visitano e si vantano di conoscerlo, solo pochi elet...
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GIOVINEZZA ED ESTATE Nelle notti silenti d'estate van le coppie, tra i fiori abbracciate, sussurrandosi, ebbre, d'amore, le parole che scendono al cuore. Mentre in cielo la luna sorride ogni cuore la gioia conquide, ed assieme al profum delle viole si disperdon d'amor le parole! Come bella tu sei, giovinezza, che d'amore ci doni l'ebbrezza! Come bella tu sei, bionda estate, coi tuoi fior, le tue messi dorate! Perchè mai non durate in eterno? Perchè a voi sopraggiunge l'inverno?