Nato a Saint Etienne, in terra di Francia (e questo suo nascere emigrante lo ha certamente legato in modo più stretto, quasi morboso, alla sua terra d'origine), passò la sua intera esistenza ai Prati di Cervarolo: un gruppetto di case che a contarle ad una ad una bastano le dita delle mani, annegate tra il verde intensissimo dei boschi, arroccate sul pendio, in silenzio ad ascoltare il roco mugghio del torrente che forza la forra della Gula, fino a ieri legato al resto del mondo soltanto da una mulattiera ripida ma deliziosa di ombre, con un lembo di cielo poco più grande di un lenzuolo steso tra l'una e l'altra delle cime dei monti dei fianchi precipiti... Una specie di Rio Bo, meno languido e più austero, più rude. Eppure lassù c'è tutto quanto è necessario all'uomo per vivere ed al poeta per cantare. C'è la chiesetta solitaria, la piazzetta con l'erba, stradicciole silenziose, garrule fontane, voli di rondini impazzite nelle sere d'estate, il monotono...