In questi giorni si ricordano i defunti e, di conseguenza, si è portati a pensare anche alla morte che aspetta tutti quanti. Nella poesia “Domani” Raffaele Tosi presenta la morte come il momento in cui ci si libera di tutti gli inutili pesi di cui ci facciamo carico nella vita, così da poter essere finalmente perdonati e poter entrare nella Luce dove già ci attendono i nostri cari. Questa poesia ha vinto nel 1958 il primo premio e medaglia d'oro dell'Associazione Culturale e Artistica Pugliese e, tradotta in francese, è apparsa su “Poètes d'Italie – deuxième centurie” nel 1961. Proponiamo di seguito entrambe le versioni. DOMANI Prenderemo per unici bagagli tutto il Bene e il Male - ah, quale più leggero? - e migreremo, per non far ritorno, verso i radiosi elisi dove Mamma ci attende (da quarant'anni, meschina!) in luce di Perdono. Ai figli lasceremo - retaggio doloroso - gli inutili ideali per cui soffrimmo invano. Ne faranno bandiera per soffrir come noi, nell'uma...