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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesia
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 IL POETA DELLA VALSESIA ARRIVA IN SPAGNA La scrittrice Yuleisy Cruz Lezcano che nel mese di agosto si era recata a Varallo in occasione del Festival delle Relazioni, evidentemente è rimasta colpita da alcune poesie di quello che anche lei chiama “il poeta della Valsesia”, tanto da aver scritto un sonetto in spagnolo in suo onore. Ovviamente per noi è stato un grande piacere e, per certi versi, anche una sorpresa perchè, pur conoscendolo così poco, ha colto in pieno l'essenza del suo animo e della sua personalità. Il sonetto, intitolato “Raffaele Tosi, el poeta del alba monta ň esa”, è stato pubblicato sul numero di febbraio di quest'anno della rivista “Pluma y tintero”. Condividiamo più che volentieri questa poesia, grazie alla quale El Raffa questa volta è arrivato molto lontano, non solo oltre le Alpi, ma addirittura oltre i Pirenei. [Qui sotto, la traduzione in italiano, fatta con Google translate; il testo originale è nella foto. YULEISY CRUZ LEZCANO - RAFFAELE TOSI, ...
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Un nostro visitatore ci ha chiesto la data di nascita di El Raffa e allora prendiamo spunto per raccontare questa storia parecchio confusa. In altre occasioni abbiamo già accennato al fatto che era nato in Francia, ma che a quattro anni, rimasto orfano di mamma, era stato portato dal papà in Italia per essere cresciuto dalle zie. Queste ultime pensavano che la data di nascita fosse il 12 dicembre, forse perchè, sapendo che era nato a dicembre e che era stato chiamato Raffaele Luciano, ipotizzavano un legame con il giorno di Santa Lucia. Questa è la spiegazione che ha sempre raccontato lui stesso, anche se è vero che Santa Lucia sarebbe il giorno dopo e, in effetti, sulle pagelle di scuola è indicata come data proprio il 13 dicembre. Quando arrivarono dalla Francia dei documenti ufficiali, all'anagrafe furono interpretati in maniera errata e così la data venne spostata al 6 di dicembre. Per questo, anche se il 12 è sempre rimasto il giorno in cui festeggiava il suo compleanno, nei d...
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Con questa bella giornata di sole, possiamo esclamare anche noi, insieme a Raffaele Tosi: è maggio! È MAGGIO! Il creato sorride: gli augelletti svolazzano sui rami; aulenti rose fioriscon nei giardini: i ruscelletti mòrmorano, scorrendo, arcane cose.... E' maggio! Dolcemente accanto stretti se ne vanno gli amanti, tra le ombrose, annose quercie, o in cerca di mughetti dalle corolle bianche ed odorose... Sono felici, e lì, frammezzo ai fiori, si sussurran d'amore le parole, mentre più forte battono i lor cuori... Il vento narra loro arcane fole, e li culla in miraggi tentatori... Nel cielo brilla il più radioso sole!
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Nonostante la pioggia che ci accompagna in questi giorni e che crea un'atmosfera un po' triste, simile a quella evocata in questa poesia di Raffaele Tosi, anche per noi sono suonate le campane di Pasqua per annunciarci la luce della Resurrezione, luce di speranza e di rinascita. Buona Pasqua a tutti! [In foto un pero che, un paio di anni fa, ai Prati a Pasqua è “fiorito” di pulcini nelle loro uova colorate] RESURREZIONE Era un mattino pallido come un volto malato: il vento penetrava da la finestra aperta, percotendo le imposte, ne la casa deserta, dove il mio sogno stanco piangeva sul Passato. D'un tratto, dolce, amabile, limpido al par d'un canto il suon d'una campana che rintocca la gloria, come un pensier di giubilo che torni alla memoria giunse al mio assorto spirito, destando il cuore in pianto. Ecco risorge Cristo! Splende la stanza oscura, al cuor m'urge un palpito, al labbro una canzone e, risorto lo spirito, canto con voce pura l...
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Sebbene permanga ancora qualche strascico di Carnevale, è ormai avvenuto il rogo delle maschere, che simboleggia la fine del tempo del divertimento. El Raffa, che è stato autore di numerosissime Canzoni del Canevale, in questa simpatica e ritmica poesia si occupa proprio, per una volta, della Quaresima, parlando del momento di passaggio che avviene il Mercoledì delle Ceneri, per ricordare a tutti che è ormai iniziato il tempo della penitenza. [In foto un particolare del quadro di Bruegel, “Lotta tra Carnevale e Quaresima”] TEMPO DI PENITENZA... Il Carneval si è spento con l'ultima risata della donnina equivoca al suo Plajboy legata, nell'ultimo singhiozzo della musica negra che tanto più rattrista quanto più sembra allegra. Il Carnevale è morto sul letto del peccato come un vecchio decrepito, dai vizi logorato, ebbro di baci e d'alcool, di musiche e di fumo, con nelle mani l'ultima boccetta di profumo. Coperto di coriandoli, arso da mille razzi, è morto fra una turba d...
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L'11 settembre 2011, con la benedizione dell'allora parroco padre Elia Tonin, abbiamo inaugurato l'orologio elettrico e abbiamo posto sul muro esterno della chiesa una lapide che recita: “Il suono delle ore sia ricordo e preghiera per quanti hanno amato questo paese”. Adesso il tempo non è più scandito, come in passato, da mattutino e vespri, ma dallo scoccare delle ore che riempiono l'aria limpida dei Prati del suono nitido e cristallino della campana. Siamo sicuri che anche El Raffa sarebbe stato felice di poter sentire suonare le ore dal suo campanile. CAMPANE Campane, che spandete note di Fede in chiarità di albore, che l'anima invitate a eccelse mete, e intenerite il core: campane, che squillate in nostalgia, sotto un danzar di stelle, impallidenti al dì, l'Ave Maria, tremule campanelle... Nunzie del sol, che sorge, in sul mattino voci d'Amor, chiamanti, ne la pace del chiostro, a Mattutino i frati salmodianti... E voi, care camp...
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Ieri si è tenuta a Cravagliana la X edizione del “Raduno dei Costumi della Val Mastallone”. Come ha ricordato il portavoce della delegazione di Cervarolo, è proprio con la frazione dei Prati, situata sopra il Ponte della Gula, che si apre ufficialmente la Val Mastallone. Questa bella tradizione offre, in un clima di festa e di amicizia, l'occasione per esibire i bellissimi costumi di Cervarolo, Sabbia, Cravagliana, Cervatto, Fobello e Rimella. Ogni paese ha una sua foggia specifica e dei colori caratteristici, ma ciò che li accomuna tutti e non può mai mancare è la presenza dei preziosi puncetti che arricchiscono soprattutto le camicie. Il costume era, in passato, l'abito che veniva portato quotidianamente, con il quale le donne valsesiane si accingevano a compiere non solo i lavori domestici, ma anche quelli ben più faticosi dei campi, eppure davvero esso conferisce a chi lo indossa una certa signorilità, esattamente come dice Raffaele Tosi in questa poesia, pubblicata sull...
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La seconda domenica di maggio è la festa della mamma, che cade proprio nel mese dedicato alla Mamma di tutti: la Madonna. Con questa poesia che Raffaele Tosi ha dedicato alla sua mamma, morta purtroppo ancor giovane quando lui aveva solamente quattro anni, e con il quadro della Madonna che tradizionalmente poniamo ai piedi dell'altare della chiesa dei Prati durante il mese di maggio, porgiamo i migliori auguri a tutte le mamme! ORA DI SOGNO Sera. L'aria, ancor tiepida, s'ammanta d'un indistinto e pallido chiarore. La luna sboccia, gigantesco fiore, nel gardino del cielo. Il fiume canta. Sul vertice fremente d'una pianta trilla un uccello, in dolce ansia d'amore. S'odon dei bronzi l'armonie sonore echeggiar lunghe ne la quiete santa. Io siedo, e penso: e mentre la natura sembra rapire a l'attimo fuggente, la mestizia soave del tramonto, te rivedo, che persi, ne l'oscura penombra mite, o Madre mia, ridente del tuo sorriso g...
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Il Primo Maggio è la festa di San Giuseppe, patrono dei lavoratori e compatrono della nostra frazione di Prati. Pochi giorni fa abbiamo mantenuto fede, anche per quest'anno, al voto che i nostri antenati hanno fatto di celebrare annualmente una Messa in suo onore, per ringraziarlo di aver protetto il paese durante la Seconda Guerra Mondiale. A seguito di un bombardamento, infatti, nel 1945 il paese ha preso fuoco e gli abitanti hanno pregato che venisse risparmiata almeno una casa per famiglia. Incredibilmente, l'incendio si è propagato zigzagando tra case, stalle e fienili, col risultato che nessuna famiglia si è ritrovata senza casa! Il nostro paese davvero si è sentito protetto “contro il male e l'aspra sorte”, per citare questa poesiola di Raffaele Tosi, inserita nella raccolta dei “Canti dell'alba”. [In foto, la pala d'altare, che, come l'affresco sulla parete esterna, raffigura a destra San Grato e a sinistra San Giuseppe, entrambi ai piedi della Madonna ...
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Il 25 aprile di 150 anni fa nasceva uno dei più grandi inventori non solo d'Italia, ma di tutto il mondo: Guglielmo Marconi. Questo componimento è stato scritto da Raffaele Tosi per "L'Amore Illustrato" in occasione della sua morte, avvenuta il 20 luglio 1937. [In foto i due francobolli commemorativi emanati dall'Italia nel 1974, nel centesimo anniversario della nascita] A GUGLIELMO MARCONI (In memoria) Immoto il grande cuore, velata la pupilla che conobbe del Genio alto il fulgore, incrociate l'industri mani sul petto fregiato da l'insegne del valore, Marconi, l'Inventore, dorme l'eterno sonno. Dorme; su la Sua tomba, l'Umanità, percossa dal duol, depon le viole del pensiero, e, su l'onda divina de la radio, il venticel fremente reca da lungi un sospirare ardente. Lassù, sui sette colli, Roma Imperiale le sue faci accende per Lui, per l'Inventore, che sopra il mondo inter luce e calore, - sol di scienza - irradiò; ed or, caduca spo...
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Dopo i circa 20°C di qualche giorno fa, stamattina un'imprevista nevicata ha imbiancato i fiori e le gemme che già ricoprivano i prati e i rami degli alberi, pronti ormai a sbocciare completamente. Nel pomeriggio, però, il cielo si è rasserenato e questo, insieme all'avvicinarsi della Pasqua, ci ha donato quella speranza che manca nel finale di questo sonetto di Raffaele Tosi. PRIMAVERA DI MORTE Come al bacio immortal del divo Amore s'apre alla gioia l'anima sincera, così al raggio del sol t'apristi, o fiore, ma, crudel, ti tradì la Primavera. Cadde la neve soffice e leggera su te posando in tutto il suo candore, finchè il gel ti recise, e la bufera ti portò lungi, a mete di squallore. Or, rosea macchia in un deserto bianco, chieder sembri a che valga esser nato gentil così per poi morir nel fango. Ed io, che canto a te, deluso e stanco, d'un sogno nel deserto sconfinato ti somiglio al mio cuore, e ti compiango.
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Oggi è la festa del gatto, animale proverbialmente dotato di sette vite ed è proprio questo il motivo per cui si festeggia il 17: nella tradizione dei Paesi nordici il numero 17 indica vivere una vita per sette volte. Nell'Antico Egitto erano considerati animali sacri, con il delicato compito di guidare gli esseri umani dell'Aldilà, per il comportamento ambivalente che li contraddistingue: fedele aiuto contro i topi, ma anche lesto ladruncolo di bocconi prelibati, a volte sornione, altre scattante predatore, il gatto da sempre è stato un affettuoso e giocherellone compagno di bambini e anziani, spesso divertiti, ma talvolta anche infastiditi dalle sue marachelle, come la vecchietta di questa poesia di Raffaele Tosi. IL MIO MICINO Col gomitol della lana gioca sempre il mio micino; lo rincorre, lo dipana, poi lo arruffa pian pianino. Quando giunge col bastone la nonnina costernata, lesto infila il birbaccione la finestra spalancata. [No, non ci vedete doppio: i ...
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E anche quest'anno siamo arrivati al Martedì Grasso ed è ora di salutare il Marcantonio e la Cecca, sovrani per un giorno di un regno di cartone, come dice El Raffa in questa poesia. Essi continueranno però a guardarci dai murales di via Fiume, fin quando sarà il momento di vederli nuovamente scendere per le strade, avvolti dai coriandoli e dal profumo della paniccia, pronti a impegnarsi per rispondere alla richiesta che ogni suddito rivolge loro quando canta l'Inno a Marcantonio Carlavèe: “Fa' che regni il buon umore, l'abbondanza e l'allegria, fa' che palpiti nel cuore la concordia e l'armonia”! Carlavèe Carlavèe lè torna qui, veggiu ludru sbrindellà, ma s' pò dì clè riverì pussè 'ncòo d'un deputà. A l' gà pena ma n' dì d' gloria e l' seu regnu l'è d' cartun, ma però l' passa nt'la storia d' tutta quanta la nasiun. Tenc vigioit che durant l'ann jan facc sempri ma cilecca ntl'uccasiun che...
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Queste tre rose, alle quali è bastato un tiepido raggio di sole quasi primaverile per aprirsi dopo aver resistito al freddo dell'inverno, sono molto simili a quelle di questa poesia di Raffaele Tosi e ci ricordano che felice è chi sa sognare piccole cose ed è capace di assaporarle fino in fondo. LE TRE ROSE Miracolo di un raggio del caldo sol di Maggio, vermiglie, vellutate, ne l'angolo de l'orto eran sbocciate tre rose belle, che scuotendo tutt'e tre la testa su lo stelo, si voller confidar l'intimo anelo. - Vorrei – la prima disse, che un Mago mi rapisse, e dove ognun potesse mirarmi, in bella mostra mi mettesse. - Ed io – fe' la seconda, vorrei fresca e gioconda, spiccare sopra il nimbo dorato dei bei riccioli d'un bimbo. - Sorelle, più modesto del vostro, è il mio desire - disse la terza – è questo: qui sono nata e qui voglio morire!
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In questo giorno, nel ricordo che sempre ci accompagna, ti ringraziamo per i valori che hai cercato di inculcare nelle nostre vite. (3 gennaio 1977 - 3 gennaio 2024) IL FIORE DEL RICORDO Il poeta che aveva amato tanto i fiori in vita, quando venne a morte, per ironia suprema della sorte senza un fiore fu portato al Camposanto. E, poiché erede non avea nessuno, nessuno si curò della sua fossa: giacque in oblìo sotto la terra smossa, sotto la neve dell'inverno bruno. Ma l'Aprile, tornando, ricordò quell'umil ch'era stato il suo cantore: con un raggio la fossa ne baciò, ed ai suoi piè fece sbocciare un fiore.
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L'IDEA UNICA CON LE PAROLE, XXXX XXX “XXXXXXX XX XXXXX” Quest'anno abbiamo avuto l'idea di creare un appuntamento con scadenza quindicinale, per ripescare i giochi di parole pubblicati da Raffaele Tosi sui “Canti dell'alba” e sulla “Gazzetta enigmistica”. Troverete indovinelli, rebus, sciarade, quadrati magici... insomma, ci divertiremo un po' con le parole e starà a voi trovare le soluzioni. Per sapere come si chiamerà questa rubrica, che, per fornirvi un indizio, sarà come una sequenza di piccole chicche, risolvete l'anagramma nel titolo. Nel frattempo, per dare il via al tutto, ecco una divertente filastrocca, basata proprio sui giochi di parole. LE....TROVATE DI TONTOLINA Tontolina, la stupida bambina, ha un cervellino – ohimè! - proprio di struzzo! Per essa il merlo è padre del merluzzo e il pulcino è una pulce piccolina! La torre è la figlia del torrone, un piccolo acquazzone e un acquarello, la cartuccia è un ritaglio del cartello, e la canna è...
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Auguri a tutti per un felice e sereno 2024! PER CAPODANNO Poichè vi trovo, per l'anno nuovo raccolti qui, v'auguro, amici, cento felici di questi dì. Che per cent'anni bando agli affanni possiate dar, e pel Duemila possiate in fila con me brindar! Pei dì trascorsi senza rimorsi giusto è gioir! Or, con cuor pio, preghiamo Dio per l'avvenir!
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Con i nostri migliori auguri, affinchè davvero la nascita di Gesù Bambino riscaldi i cuori di tutti. Buon Natale! NOTTE DI NATALE Oscura la notte, deserta la via. Nel cielo non brilla una stella. Se ascolti, nel grande silenzio, che odi? Stormire gli abeti, lontano, a ridosso del bosco. È fredda la terra. Nell'aria vapora il respiro. Le fonti distillan ghiaccioli. Ma nasce, stanotte, il Signore, e avverte, ciascuno, un senso di caldo. Nel cuore.
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INVERNO Guarda, l'inverno è qui: silente e lieve, su la campagna infreddolita e stanca, scende in soffici bioccoli la neve, e la ricopre di una coltre bianca. Triste retaggio de l'autunno spento migran le nebbie nel pesante cielo: pigola un tordo in voce di lamento, mica cercando, ed un riparo al gelo. Rossastri, i tralci de le viti spoglie pendon da le corrose, umide mura: ove han lasciato i pampini e le foglie dei lieti dì de la vendemmia? Tutto è silenzio: solo, a fondo valle, s'avverte, a tratti, il sistro del pastore, ma gli armenti son chiusi entro le stalle dove le vecchie filano, al tepore. Muto, la pipa tra i denti serrati, il nonno guarda i campi addormentati.
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Ha suscitato molto scalpore la notizia che lo scrittore Paolo Cognetti avrebbe evocato nel suo ultimo romanzo la Valsesia in maniera cupa e negativa e le parole da lui rilasciate in un'intervista radiofonica hanno offeso molti valsesiani. Noi non vogliamo entrare nel merito della questione perchè non abbiamo letto il libro e nemmeno ascoltato l'intervista, ma prendiamo spunto per presentare la Valsesia con le parole e con gli occhi di Raffaele Tosi che ci è vissuto e l'ha amata visceralmente, non disdegnando di avanzare delle critiche ai suoi abitanti quando riteneva che non fossero all'altezza delle potenzialità della Valle. LA M ÊIA VALÀA Sun gnù l'mund nt' têra – che l'Signor lé banadì; nt'una têra luminosa – cumé n'gran giardin fiurì, cun turrent e creus chi specchiu – la bellessa dal seu ciel, cun muntagni chi fiurissu – stelli alpini n'mess dal gel! Sun nasù nt'una valada – ch'lé da tucc la preferia, ca sa stend ai pei d...