Dopo i circa 20°C di qualche giorno fa, stamattina un'imprevista nevicata ha imbiancato i fiori e le gemme che già ricoprivano i prati e i rami degli alberi, pronti ormai a sbocciare completamente. Nel pomeriggio, però, il cielo si è rasserenato e questo, insieme all'avvicinarsi della Pasqua, ci ha donato quella speranza che manca nel finale di questo sonetto di Raffaele Tosi.
PRIMAVERA DI MORTE
Come al bacio immortal del divo Amore
s'apre alla gioia l'anima sincera,
così al raggio del sol t'apristi, o fiore,
ma, crudel, ti tradì la Primavera.
Cadde la neve soffice e leggera
su te posando in tutto il suo candore,
finchè il gel ti recise, e la bufera
ti portò lungi, a mete di squallore.
Or, rosea macchia in un deserto bianco,
chieder sembri a che valga esser nato
gentil così per poi morir nel fango.
Ed io, che canto a te, deluso e stanco,
d'un sogno nel deserto sconfinato
ti somiglio al mio cuore, e ti compiango.

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