29 luglio, S. Marta. Raffaele Tosi ha dedicato una poesia a una certa Marta, che viene delineata in maniera non molto lusinghiera, decisamente opposta a quella della donna molto fattiva presentata dai Vangeli. Nonostante non conoscesse nessuna Marta, è curioso che anche in un'altra poesia, “La chiesa chiusa”, ci sia una Marta descritta nello stesso modo; chissà perchè, questo nome lo ispirava così!
LA VECCHIA MARTA
Tutto il dì la vecchia Marta
Sulla soglia della casa
vecchia e sporca come lei,
come lei silente, nera
e decrepita, lottando
col catarro pertinace
che le balla nella strozza
sibilando e gorgogliando,
non fa altro che dormire.
Se le parli non risponde,
se la scuoti non si desta:
muove solo un po' la testa,
poi riprende quel respiro
che spaventa, e dorme, dorme,
dorme e russa come un ghiro.
Qualche mosca impertinente
le s'infossa nelle nari,
tra le labbra, nelle occhiaie,
s'imbottisce del suo sangue
misto a polvere col untume
mentre intorno il vespro langue.
Lei non sente; rocamente
sibilando, gorgogliando,
ciondolando a quando a quando,
non fa altro che dormire.
Morta prima di morire.
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