Il 4 gennaio del 1968 moriva Carlo Marchino, apprezzatissimo organista del Sacro Monte e dotato maestro di musica. Fu un profondo dolore per la Valsesia. Ancora l'ultimo Natale, pochi giorni prima, aveva fatto l'enorme sforzo di accompagnare la Messa in Basilica, fedele fino alla fine all'ideale di servire il Signore con la sua musica. Era una persona di grande modestia, tanto che Padre Eugenio Manni scrisse “che essa era una ben distinta virtù nativa per quell'animo che quasi voleva ignorare di valere tanto. La modestia dunque ebbe bisogno qualche volta dello stimolo da parte dell'incomparabile suo amico Raffaele Tosi, cui pure pulsava in cuore una dolce passione, quella del verso. Nacque così un felicissimo binomio; ebbe avvio un lavoro a due, una fusione di energie che a vicenda si donavano sprone e complemento, quindi insieme sospingevano al successo”. Tante furono le collaborazioni tra i due artisti, da singole canzoni a interi drammi.

El Raffa lo volle salutare in questo modo:

SALUTO
(In memoria dell'amico e collaboratore Carlo Marchino)
Ecco e tu torni, amico,
alle rive lasciate.
Salutata dai cori
degli angeli cantori,
di là dal freddo mare della vita,
la tua nave, compìto
l'avventuroso viaggio,
torna, bianca, all'approdo.
Non le manca una gemma, un orifiamma,
e il suo pavese splende al par del sole.
Chi dice che la terra insozza e infanga?
Tu v'hai colto soltanto le rugiade,
ed ogni stilla hai trasformato in nota
per cesellare un canto.
Ed ecco, oggi, ci lasci e vai lontano...
Ma, sulla terra mesta,
per noi, che spento ormai ti salutiamo,
vivo il tuo canto resta.
A noi però piace anche ricordarli nei lunghi pomeriggi trascorsi in compagnia, lavorando e ridendo insieme, come solo i veri amici sanno fare. Eccoli in queste foto che li ritraggono nella Piazza della Basilica, insieme a Piero Bobba, direttore dell'ANEI di Cigliano, dopo aver passato insieme una giornata come tante, resa piacevole dalla fraterna amicizia e dall'affinità di spirito che li legavano.





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