Oggi, al culmine di una serie di eventi organizzati per celebrare il centenario della seziona ANA Valsesiana, è arrivata a Varallo la fanfara della sezione Cadore. Gli alpini hanno portato tante vittorie all'Italia, ma quanti sacrifici hanno sopportato per contribuire al bene comune! Molti sono morti, altri hanno riportato terribili ferite, altri ancora han fatto ritorno sani e salvi, ma, forse, non hanno ritrovato ciò che avevano lasciato e i riconoscimenti onorifici non hanno potuto riempire il vuoto che si era creato nelle loro vite. Questo è ciò che è successo al valoroso alpino di questa poesia di Raffaele Tosi, che, dopo aver dato tutto per compiere il suo dovere, ritornato a casa non ha più trovato niente. Ci insegni questa poesia che spesso dietro comportamenti sbagliati ed eccessivi si nasconde in realtà solo tanto – troppo - dolore.

COLLOQUIO CON L'ALPINO
Ricordi, vecchio alpin, la canzoncina
del tempo tuo lontano?
Quella che dice: - E' nata una bambina
con una rosa in mano?
Come? Tu piangi? O Dio, ma per che cosa?
Che strano alpin sei tu?
“... La bambina è invecchiata, e la sua rosa
per il mio cuore non profuma più!”
Sciocchezze... Ti ricordi del Tonale?
Dopo un'eroica azion
(non è così?) t'han fatto caporale...
Quale soddisfazion!
Poi t'han dato un permesso, o una licenza,
per recarti a trovar la fidanzata...
“E' ver, ma lei, durante la mia assenza...”
- Ebben? -. “S'era sposata!”.
- Sposata? - “Sì, sposata!... E non è tutto!
Ehi, bettolier della malora, porta!”.
- Racconta, su! Che c'era ancor di brutto? -
“La mia mamma era morta!
Morta, capisci? Mentre ero lontano,
e un riformato mi rubava un fiore
che avrei difeso con le bombe a mano...”:
- E poi? - “Nulla... Divenni un bevitore...”.




 


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