IL POEMA DEL GOLGOTA (I parte)
È in corso nella Biblioteca Civica “Farinone Centa” una mostra dedicata alle guide del Sacro Monte di Varallo. Nel corso dei secoli ne sono state pubblicate tantissime, ma solo quattro di esse sono state composte in poesia. Tra queste ci sono le più antiche descrizioni del Sacro Monte che ci siano pervenute (1514 e 1566), ma, successivamente, bisognerà aspettare gli anni Trenta dell'800 per trovare un'altra guida poetica e, infine, il 1958 quando padre Eugenio Manni, individuò in Raffaele Tosi “il Poeta […] più vicino al mio gusto ed il più vicino, per affezione, al Sacro colle della nostra Varallo” che “può ben scrivere ora una Guida densa e vibrante; egli può trasfondere negli altri qualcosa di bello che è suo”. Nacque così, per esplicita richiesta, “Il Poema del Golgota”, definito da Luciano Bassi “una preziosissima guida ragionata «sui generis» al Sacro Monte di Varallo che, fra tanti che lo visitano e si vantano di conoscerlo, solo pochi eletti riescono a vivere e a soffrire dentro di sé. E il Tosi, poeta della Valsesia, fra i primi”. L'opera fu ristampata nel 1978 e nel 1998, con l'aggiunta di una poesia introduttiva e dell'estremo saluto del poeta, scritto dalla camera di ospedale, da cui poteva vedere il Sacro Monte, pochi giorni prima di morire.
L'opera è costituita da 41 sonetti, uno per cappella; questa scelta dipende dall'esigenza di usare uno stile elevato, adatto alla materia trattata, ma il linguaggio semplice e l'andamento prosastico vogliono rendere l'opera comprensibile anche al fedele più umile. Ciò è ben esemplificato dal sonetto conclusivo, che esprime chiaramente i sentimenti e gli intenti che hanno guidato El Raffa nella sua realizzazione.
[In foto lo schizzo di Pietro Chiodo posto in copertina dell'ultima edizione e le tre edizioni del “Poema del Golgota”]


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