IL POEMA DEL GOLGOTA (II parte)

Ciò che distingue “Il poema del Golgota” dalle altre guide poetiche è il carattere marcatamente religioso dei sonetti che si concentrano sugli episodi biblici rappresentati senza mai rivolgersi al pellegrino; in questo modo l'opera diventa perfettamente autonoma rispetto al contesto, ma, nello stesso tempo, adempie pienamente al suo compito di guida perchè ogni sonetto è affiancato da una o più fotografie in bianco e nero corredate da didascalie che riportano l'anno di realizzazione, informazioni sugli artisti che vi lavorarono, giudizi estetici e curiosità di vario genere, che istruiscono il pellegrino durante la visita a questa Nova Jerusalem. Nella sezione intitolata “Fiorita mistica” sono invece chiari ed evidenti i riferimenti al Sacro Monte perchè lì sono raccolte 11 poesie, in metriche diverse, dedicate a singoli personaggi delle cappelle o ad altri monumenti, e la “Supplica alla Vergine Assunta”, musicata dall'amico Carlo Marchino, organista della Basilica.

A titolo esemplificativo, ecco il sonetto relativo alla Trasfigurazione, di cui oggi ricorre la festa:

LA TRASFIGURAZIONE SUL TABOR
(cappella XVII)
Seguito dagli apostoli diletti
Giovanni, Pietro e Giacomo, Gesù
sul Monte Tabor sale, e tra i profeti
Mosè ed Elia, trasfigurato appar.
E tosto spiega: - Tal gli Spirti eletti
eternamente mi vedran lassù,
fra le angeliche turbe e i volti lieti
dei Santi, in un radioso arco templar.
Mentre conversa, ai piè della pendice,
altri Apostoli tentan di guarire
un disgraziato che il demonio ha in seno.
Discende allora a quegli il Nazareno,
per potenza di Fede gli fa uscire
lo spirto rio dal corpo, e il benedice.





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