Il Sacro Monte, che un po' tutti i valsesiani hanno nel cuore, tanto da aver costruito lungo le strade che convergono a Varallo dei piloni votivi che segnano il primo punto da cui è possibile avvistarlo, colpisce ancora oggi, a distanza di secoli e in un contesto totalmente diverso da quello in cui è stato realizzato, i pellegrini o i semplici turisti che vengono a visitarlo. Fede, arte e natura si intrecciano indissolubilmente e tutto richiama alla preghiera e alla pace: la Basilica che odora di incenso, le cappelle che ci rendono spettatori quasi diretti degli episodi salienti della storia dell'Amore di Dio per l'uomo, la natura che tutto avvolge e racchiude, fondendosi in maniera armoniosa con quanto costruito da mano umana. Chi vi sale ridiscende a valle se non rinnovato almeno rasserenato e porta con sè il ricordo di un luogo fuori dal tempo, dove il Cielo sembra più vicino alla terra. Oggi, che è la solennità della Madonna Assunta, e chi ama il Sacro Monte non può fare a meno di pensare alla cupola della sua Basilica, dove Lei regna circondata dagli angeli, vogliamo far sentire tutti partecipi dell'atmosfera celestiale di questo luogo e, per farlo, approfittiamo di questa poesia di Raffaele Tosi che riesce bene a trasmetterla.
SACRO MONTE
Agli amici Carlo e Pietro Marchino,
ed a tutti i buoni che mi accolsero in questo eremo di pace
in giorni lontani e felici.
Quassù ogni frullo è voce di preghiera,
e gli abeti che, neri, al vento piegano
le cime, sono frati in orazione.
Ogni Cappella è tappa di calvario,
ed ogni strada è via di redenzione.
Il pellegrino, qui, la veste lisa
dalle umane miserie, e i vani orpelli
di cui l'adorna, innanzi a Dio depone,
e si fa luce e fiamma che consuma
in purità d'amore.
Ogni ciottolo é un cuore
che reca ascoso, sotto rude scorsa,
come in un Ostensorio,
la sua viva passione.

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