Quando abbiamo visitato la Mostra sulle guide del Sacro Monte siamo rimasti un po' male. Tra le varie guide poetiche non è stata citato "Il Poema del Golgota", tanto voluto da Padre Manni (in foto). Subito abbiamo pensato ad una poesia, pubblicata su “Musica d'acque”, edito da "La Zagara" di Reggio Calabria nel 1952: “Incendiaria”.

Triste presagio o desiderio avverato?

INCENDIARIA
(A G. Fontana)
Chiedo che l'oblio fasci la mia vita,
cotesta vita mia, sì tanto amara,
randagia come un cane bastonato,
triste come la morte.
Chiedo che il canto che ho donato venga
cancellato persino nel ricordo
di chi l'amò, e m'arrida la certezza
d'esser solo e ignorato.
Chiedo che tanta, tanta neve cada
sull'orme dei miei passi, e porti il vento
l'eco della mia voce a plaghe ignote,
fredde e disabitate.
Chiedo che lavi il pianto del mio cuore
le colpe che ho commesso, e mai risplenda
sul bene che ho compiuto il raggio vivo
della riconoscenza.
Chiedo che mi si lasci senz'amore
- questa favola stolta a cui credetti! -
e si scordi il mio nome, come seppe
il primo amor scordare.
Soltanto il cuore mio, nel gran deserto
mi resti, abbeverato di tristezza,
irrorato di pianto, come, a Maggio,
di rugiada una rosa.
Povero cuor, che si sognò poeta!



Commenti

Post popolari in questo blog