Queste tre rose, alle quali è bastato un tiepido raggio di sole quasi primaverile per aprirsi dopo aver resistito al freddo dell'inverno, sono molto simili a quelle di questa poesia di Raffaele Tosi e ci ricordano che felice è chi sa sognare piccole cose ed è capace di assaporarle fino in fondo.
LE TRE ROSE
Miracolo di un raggio
del caldo sol di Maggio,
vermiglie, vellutate,
ne l'angolo de l'orto eran sbocciate
tre rose belle, che
scuotendo tutt'e tre
la testa su lo stelo,
si voller confidar l'intimo anelo.
- Vorrei – la prima disse,
che un Mago mi rapisse,
e dove ognun potesse
mirarmi, in bella mostra mi mettesse.
- Ed io – fe' la seconda,
vorrei fresca e gioconda,
spiccare sopra il nimbo
dorato dei bei riccioli d'un bimbo.
- Sorelle, più modesto
del vostro, è il mio desire -
disse la terza – è questo:
qui sono nata e qui voglio morire!

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