Il Primo Maggio è la festa di San Giuseppe, patrono dei lavoratori e compatrono della nostra frazione di Prati. Pochi giorni fa abbiamo mantenuto fede, anche per quest'anno, al voto che i nostri antenati hanno fatto di celebrare annualmente una Messa in suo onore, per ringraziarlo di aver protetto il paese durante la Seconda Guerra Mondiale. A seguito di un bombardamento, infatti, nel 1945 il paese ha preso fuoco e gli abitanti hanno pregato che venisse risparmiata almeno una casa per famiglia. Incredibilmente, l'incendio si è propagato zigzagando tra case, stalle e fienili, col risultato che nessuna famiglia si è ritrovata senza casa! Il nostro paese davvero si è sentito protetto “contro il male e l'aspra sorte”, per citare questa poesiola di Raffaele Tosi, inserita nella raccolta dei “Canti dell'alba”.
[In foto, la pala d'altare, che, come l'affresco sulla parete esterna, raffigura a destra San Grato e a sinistra San Giuseppe, entrambi ai piedi della Madonna Addolorata]
A SAN GIUSEPPE
in Egitto accompagnasti
e su Lui, fedel, vegliasti
con il più vigile amor,
deh, proteggi la mia vita
contro il male e l'aspra sorte!
Fammi crescer puro e forte,
San Giuseppe Protettor!
(Per i bambini che si chiamano Giuseppe, l'ultimo verso può modificarsi così: mio celeste Protettor!)
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