Post

Immagine
Questa sera va in onda la finale del Festival di Sanremo. L'edizione di 55 anni fa è passata alla storia per il fatto più tragico che si potesse verificare: uno dei cantanti in gara, Luigi Tenco, dopo aver cantato insieme a Dalida “Ciao amore ciao”, si suicidò. Il mondo della musica restò sconvolto, l'Italia intera lo pianse. Un anno dopo il Club “Luigi Tenco” di Venezia diede alle stampe un libretto per rendere omaggio alla sua memoria e venne inserita anche una mesta poesia di Raffaele Tosi, precedentemente uscita su “Settimana TV”. L'ORA (IN MORTE DI LUIGI TENCO) Si lotta. La vita chiede. Ogni giorno una stilla ti abbevera di fiele. E tu sorridi; amaro. E non sa il mondo che il tuo sorriso è pianto. Stilla su stilla, il calice si colma. E tu maturi lento alla tua morte, cantando, come canta l'usignolo che non vede il fucile. Sei già spento nel cuore, eppure gli occhi hanno brilli di vita. Gioventù illude a volte quando l'illusione è già straccio buttato, banderuo...
Immagine
OBBEDIENTI ALLA STELLA Andavano i Re Magi – erano tre nella notte splendente – a offrir l'incenso, l'oro e la mirra, insieme, al Re dei re. E videro d'un tratto una capanna dalle finestre aperte al vento e al gelo e udiron di Maria la ninna-nanna. Entrarono, deposero i lor doni, poi, piegati i ginocchi, ad adorare ristettero, così taciti e buoni. Sulla capanna, una stellina d'oro pioveva una luce tremula ed incerta. Cantavano al Signor gli Angeli, in coro, un inno dolce, nella notte aperta.
Immagine
Il 4 gennaio del 1968 moriva Carlo Marchino, apprezzatissimo organista del Sacro Monte e dotato maestro di musica. Fu un profondo dolore per la Valsesia. Ancora l'ultimo Natale, pochi giorni prima, aveva fatto l'enorme sforzo di accompagnare la Messa in Basilica, fedele fino alla fine all'ideale di servire il Signore con la sua musica. Era una persona di grande modestia, tanto che Padre Eugenio Manni scrisse “che essa era una ben distinta virtù nativa per quell'animo che quasi voleva ignorare di valere tanto. La modestia dunque ebbe bisogno qualche volta dello stimolo da parte dell'incomparabile suo amico Raffaele Tosi, cui pure pulsava in cuore una dolce passione, quella del verso. Nacque così un felicissimo binomio; ebbe avvio un lavoro a due, una fusione di energie che a vicenda si donavano sprone e complemento, quindi insieme sospingevano al successo”. Tante furono le collaborazioni tra i due artisti, da singole canzoni a interi drammi. El Raffa lo volle salutar...
Immagine
COSI' LO HANNO RICORDATO.... «Passa saettando la folgore e trancia sul clive il robusto pino. […] Ma più ferigna e atroce scende sull'umanità la spietata falce della morte. […] E questa volta falciò e tolse da quei poetici pascoli ancora ascosi il cuore nobile e sublime dell'amato e amico Raffele Tosi» (Vulaiga – Corriere Valsesiano, 14/01/1977) «È l'alba di un anno nuovo, e la campana della chiesetta di Cervarolo lo annuncia con un suono che non è il suo; ai Prati, quella frazioncina formata da un pugno di case e la cui ricchezza è solo nella generosità della natura circostante, si è vissuto un istante muto: è morto il trovatore di quella natura, di quella semplicità, di quella valsesianissima umiltà; è morto un poeta: Raffaele Tosi, quell'uomo-poesia che ha cantato il sembiante della Valsesia e della sua gente per molti anni. “El Raffa” lo chiamavano, attribuendogli, con quel simpatico storpiare il suo nome, la parvenza di un personaggio diverso, distinti fra i ta...
Oggi una vera e propria chicca per i nostri lettori: un testo inedito, recitato da Raffaele Tosi in persona! Ecco a voi “La furba servetta – fiaba in versi”.
Immagine
Stamattina i bambini hanno aperto con trepidazione i loro regali e probabilmente hanno trovato qualche giocattolo tanto desiderato, esattamente come il protagonista di “Il treno di Natale”, che solo da adulto scoprirà la provenienza di quel trenino. Il racconto, scritto da Raffaele Tosi nel 1959, ha poi vinto il secondo premio nella Terza Edizione del Concorso Nazionale “Racconti di Natale” bandito dall'Enal in unione al Calzaturificio di Varese nel 1964. - Caro, vieni che ti pettino. Usciamo. L'intimazione amorevole della mamma cadde come una doccia fredda sull'entusiasmo che ancora m'invadeva per il bel regalo ricevuto due ore prima: un treno meraviglioso, quale non avrei mai osato sperare, perché era in tutto simile ad uno di quelli che da anni vedevo esposto nella vetrina di Corso Venezia, e che non avevo mai potuto possedere, sebbene avessi implorato a più riprese la mamma e Gesù Bambino. Ora era là, davanti ai miei occhi, con la locomotiva che fischiava, e le carr...
Immagine
  Con il presepe allestito quest'anno all'ingresso del paese, auguriamo a tutti dai Prati un sereno Natale! NATALE Natale... Le campane scandon l'inno di Gloria al Redentore... (Ma quanti bimbi che non hanno un pane nel giorno dell'Amore!). Una parola: PACE! Vola da un punto all'altro della terra... (Ma gli uomini fan guerra, e sull'amor trionfa l'odio edace!). Il misero che langue non benedice i fiocchi della neve, che scende lieve lieve, sul mondo, asperso ancor d'umano sangue. Il Celeste Bambino sul seno della Mamma il capo biondo tien mestamente chino per non veder le atrocità del mondo. E Maria, che paventa, come ogni Madre, il Golgota e la Croce, lo guarda senza voce, ad occhi fissi, pallida e sgomenta... (R. Tosi – 1955)
Immagine
8 dicembre: festa della Madonna Immacolata. Ecco una breve poesia, pubblicata sui “Canti dell'Alba”, scritta da Raffaele Tosi e musicata dal maestro Carlo Marchino. [Nelle foto, oltre allo spartito musicale, c'è il quadro della Madonna Immacolata appeso nella chiesetta dei Prati, e il gigantesco abete che si trova sotto le ultime case del paese, imbiancato dalla neve di oggi] L'IMMACOLATA Fa freddo, c'è la neve, ma dentro i cuor c'è il sole, e sbocciano le viole del più sublime amor. È il giorno in cui si onora la dolce Immacolata, la Madre Santa e amata del nostro Salvator.
Immagine
In questi giorni Varallo festeggia il cinquantesimo anniversario del “Centro Giovanile G. Pastore”, più comunemente chiamato “Oratorio”. L'Onorevole Giulio Pastore molto ha fatto per la Valsesia: fu sindaco di Varallo, Presidente del Consiglio di Valle-Valsesia, responsabile della locale Unione della Confederazione italiana dei lavoratori, direttore del settimanale cattolico “Il Monte Rosa”, fondatore della rivista bimestrale “La Valsesia – organo ufficiale del Consiglio della Valle”, realizzatore dell'Istituto Professionale Alberghiero che da lui prese il nome e molto altro. Fervente cattolico, entrò a far parte dei Democristiani, rivestendo, dal 1948 al 1969, la carica di parlamentare, che sfruttò per mettersi ancor più a servizio della sua - della nostra - Valle. Portò con sé a Roma i valsesiani Gianfranco Ballarani, suo segretario particolare, e Germano Ceralli (“Ciaia”), addetto stampa del Comitato Ministri per il Mezzogiorno, e fu grazie a lui se il Governo Italiano si ri...
Immagine
In questi giorni si ricordano i defunti e, di conseguenza, si è portati a pensare anche alla morte che aspetta tutti quanti. Nella poesia “Domani” Raffaele Tosi presenta la morte come il momento in cui ci si libera di tutti gli inutili pesi di cui ci facciamo carico nella vita, così da poter essere finalmente perdonati e poter entrare nella Luce dove già ci attendono i nostri cari. Questa poesia ha vinto nel 1958 il primo premio e medaglia d'oro dell'Associazione Culturale e Artistica Pugliese e, tradotta in francese, è apparsa su “Poètes d'Italie – deuxième centurie” nel 1961. Proponiamo di seguito entrambe le versioni. DOMANI Prenderemo per unici bagagli tutto il Bene e il Male - ah, quale più leggero? - e migreremo, per non far ritorno, verso i radiosi elisi dove Mamma ci attende (da quarant'anni, meschina!) in luce di Perdono. Ai figli lasceremo - retaggio doloroso - gli inutili ideali per cui soffrimmo invano. Ne faranno bandiera per soffrir come noi, nell'uma...
Domani a Doccio si terrà l'ormai tradizionale fiera del bestiame ed era quindi inevitabile che oggi Varallo fosse attraversata dai pastori con i loro animali. Questa fiera è di istituzione recente, ma da sempre l'autunno è tempo di transumanza e vede la Valsesia attraversata da greggi e mandrie che lasciano gli alpeggi per scendere più a valle, riempiendo l'aria con il loro odore inconfondibile e con il suono cadenzato dei campanacci, così come El Raffa ha descritto in questa poesia in dialetto apparsa su “Valsesia Nostra” nel 1959. LA PARTENZA DI PASTOR T'senti l'brunzi däl vacchi nt'i valài, a riva giù i pastor da sj'alp d'Mèra, cun bastunaic n'man, capéi sfurmài, barbi da Giuda e grinti da galèra. E din e dôn... Al can, da part, l'caccia foo dal pasturi l'tôr, ca l'vol più 'ndèe; l'pastor s'ferma, l'visca la pipaccia, e la cansun dal Sesia a stà scutèe. Cansun trista, d'rimpiant... - Adiù, pastor! La Valsesia, v...
Immagine
Già nel 1962 Raffaele Tosi scriveva su “La Valsesia” che i bei sentieri dei nostri boschi erano ormai molto trascurati e ricercava nella sua memoria le immagini che, da bambino, aveva quotidianamente davanti agli occhi e che, da adulto, faticava a riconoscere nei paesaggi che lo circondavano. La situazione con il trascorrere del tempo non ha fatto altro che peggiorare: ormai molti sentieri sono ridotti a uno stretto passaggio e anche i muretti che li sostengono sono spesso diroccati. Il sottobosco non è più pulito, ma pieno di rovi, sterpaglie, rami secchi e marci. Tutto sembra inesorabilmente caduto in uno stato definitivo di abbandono, ma, alla luce dell'ancora caldo sole d'ottobre, riacquistano il loro antico fascino e splendore. Al sopraggiungere d'ottobre iniziava, con la apertura delle scuole, la stagione delle piogge. Ricordo che mi avviavo con un amico sul sentiero di campagna che conduceva a Cervarolo, calpestando con gli scarponcelli di vacchetta le foglie fradice...
Immagine
CONTEMPLATO Nel silenzio de la Sera io contemplo il mio dolore, fatto voce di preghiera. Mentre il Sole se ne muore come l'ultima speranza, l'ombra a valle e dentro il cuore, implacata, avanza, avanza... (dalla rivista "Sardegna", novembre 1940)
Immagine
Oggi sono ricominciate le scuole. Per l'occasione abbiamo ripescato una poesia pubblicata su “Cappuccetto rosso” nel luglio del 1941, in cui Raffaele Tosi, ormai adulto, racconta di aver ritrovato un libro delle scuole elementari e di essersi reso conto che quelle pagine, imparate con tante fatica, hanno lasciato un segno nel suo cuore di poeta. UN VECCHIO LIBRO Ho ritrovato dentro ad un cassetto, il mio libro di quarta elementare, e subito, con ansia e con diletto, a legger mi son posto, e a meditare. Ecco Totonno, il monnelletto amico, il sosia mio più caro e ancor più antico, e Bista, e Maso, e Leo, coi lor dispetti, ma buoni in fondo, e onesti, poveretti... Volto il foglio: giallognola e negletta, allo sguardo mi appare una violetta. Cara violetta del pensier mio, in quale april ti fè sbocciare Iddio! Or leggo, forte, e parmi di studiare ancora, come un dì, la mia lezione... Ma è triste, invero: non la so imparare, non so studiare più!... Sono un testone! Cosa notoria, ormai......