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Domani, ultima domenica di agosto, si celebrerà ai Prati la festa patronale di San Grato. Molte cose sono cambiate da quando Raffaele Tosi la descrisse, più di 50 anni fa, su “La Valsesia “, ma indubbiamente essa resta un momento di aggregazione fondamentale per il piccolo paesello. LA FESTA DEL PATRONO Ogni anno, alla prima domenica di settembre, si celebrava (si celebra ancora, ma con minor entusiasmo) a Prati la tradizionale festa di S. Grato, Patrono del paese. Già alla vigilia della festa una inconsueta animazione regnava per le vie: i bimbi si recavano a cogliere gli ultimi fiori per intrecciarli alle grate delle finestre dell’Oratorio; colchici, per lo più azzurri, rosa e bianchi, e grappoli di glicine gialle colte alle siepi lungo il sentiero che conduceva in campagna. Gli uomini anziani e i vecchi si riunivano in casa di qualche amico a disputare interminabili partite a tressette o a scopone, accompagnandole con delle bevute non meno interminabili; i giovani, invece, si recava...
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LE PUBBLICAZIONI – 4 Raffaele Tosi, il ”cantore della Valsesia”, non poteva non collaborare con le riviste locali. Stupisce il numero di bollettini e di settimanali che venivano pubblicati in quegli anni. Erano gli anni in cui i giornali riportavano le firme di Costantino Burla, Maurizio Chiocca (Varchiggiu), Luigi Balocco (Balocch), Germano Ceralli (Ciaia), Francesco Lova, Giovanni Lirelli, padre Eugenio Manni, on. Giulio Pastore, Enzo Barbano, Alberto Bossi e molti altri che, a volte con affetto, altre in tono scherzoso e altre ancora in tono polemico, parlavano della nostra terra, dei suoi problemi e delle sue conquiste. Da tutti questi scritti emergeva un senso profondo di appartenenza, la voglia di esserci e di fare la storia della nostra valle, il desiderio di essere calati nella realtà locale e fedeli alle sue tradizioni, ma anche di svecchiarsi per riuscire ad inserirsi in un contesto più vasto, così da non essere un'isola immersa nel passato, ma un tassello di un mondo in ...
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Il 15 agosto si onora la Madonna Assunta in Cielo e al Sacro Monte di Varallo è festa grande perchè a Lei è dedicata la Basilica nella cui cupola è rappresentata circondata dagli Angeli e dai Santi nella gloria del Paradiso. Raffaele Tosi dedicò un'intera raccolta al Sacro Monte (“Il Poema del Golgota”) e varie sono le poesie sparse che esprimono il suo amore per Maria e l'affetto che lo legava a questo luogo, dove spesso si ritrovava in compagnia dell'amico Carlo Marchino, organista della Basilica. Con lui compose, in occasione dell'Anno dell'Assunta 1950-51 (quando Papa Pio XII proclamò il dogma dell'Assunzione di Maria in Cielo), l'“Inno all'Assunta”. Ecco il testo: Vergine Assunta in Cielo, dei Santi nella schiera, ascolta la preghiera del nostro cuore anel. Celeste gran Regina, nell'ora della morte, dischiudici le porte che danno accesso al Ciel. Vergine amata, dal dogma santo riconsacrata pel nostro amor. Vergine pia del Paradiso schiudi la via...
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IL DONO Un povero fiore, nel sole, sull'esile stelo languiva, e, mesto, fra sé si doleva d'un ciglio sull'arida riva. Già muoio e nessuno mi vede! Nessuno di me s'è degnato! Per nulla, son nato e cresciuto! Per nulla il mio olezzo ho donato! In quella, vagando smarrita, un'ape di sé lo coprì: bevette una stilla di vita... E il fiore, contento, morì. (da “I canti dell'alba”)
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  LE PUBBLICAZIONI - 3 “Maestro di scuola e padre di famiglia, amo i bambini e coi bambini vivo. Oh, non vi dico che li accarezzi sempre! A volte tiro loro anche qualche scappellotto per via di quei nervacci che di tanto in tanto mi affiorano a fior di pelle e mi fanno spalancar la bocca a guisa di Mangiafoco. Ma di questo, posso dirlo, mi pento subito. E ritorno, a mia volta, bambino, per giocare con loro. Ridete? Fate pure. Io son fatto così, e non so cambiare. Forse – scusatemi la sincerità – sono diventato tale dopo aver conosciuto bene gli uomini. I bimbi non deludono, mai. Hanno l'anima semplice, chiara come il sole. Quando dicono qualcosa, hanno il cuore sulle labbra, ed ogni loro parola è poesia. Per questo li amo. Per questo ho composto per essi il libro che m'hanno ispirato. E se vorrà il destino che esso possa loro piacere, nella sua semplicità, più di quanto possa essere gradito ad un adulto di gusti raffinati un complicato romanzo giallo, mi riterrò pago della mia...
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Inizia oggi il mese di agosto, tradizionalmente associato alle belle giornate, alle ferie, al relax, alla compagnia e al divertimento. Come in ogni cosa, però, c'è il rovescio della medaglia. In maniera quasi stridente qui emerge il fastidio per tutto questo e il vuoto creato dal frastuono viene riempito da una solitudine accompagnata solo dai suoni della natura e dall'ombra e dal silenzio di una chiesa in cui incontrare il Crocifisso, l'Unico in grado di dare vero riposo ai cuori stanchi. SOSTA AL MERIGGIO Agosto. La giornata è un frastuono di voci, di canti, di grida. Automobili lussuose, nelle quali la ricchezza scivola, mollemente sdraiata su cuscini di raso e su sedili imbottiti; motociclette che portano operai al lavoro, villeggianti alla ventura, coppie d'innamorati al bosco, e che ti urlano, con la voce delle sirene, di scostarti in fretta con la tua umiltà e la tua miseria, sfrecciandoti accanto e investendoti di polvere, per andare forse a finire in braccio a...
29 luglio, S. Marta. Raffaele Tosi ha dedicato una poesia a una certa Marta, che viene delineata in maniera non molto lusinghiera, decisamente opposta a quella della donna molto fattiva presentata dai Vangeli. Nonostante non conoscesse nessuna Marta, è curioso che anche in un'altra poesia, “La chiesa chiusa”, ci sia una Marta descritta nello stesso modo; chissà perchè, questo nome lo ispirava così! LA VECCHIA MARTA Tutto il dì la vecchia Marta non fa altro che dormire. Sulla soglia della casa vecchia e sporca come lei, come lei silente, nera e decrepita, lottando col catarro pertinace che le balla nella strozza sibilando e gorgogliando, non fa altro che dormire. Se le parli non risponde, se la scuoti non si desta: muove solo un po' la testa, poi riprende quel respiro che spaventa, e dorme, dorme, dorme e russa come un ghiro. Qualche mosca impertinente le s'infossa nelle nari, tra le labbra, nelle occhiaie, s'imbottisce del suo sangue misto a polvere col untume mentre in...
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Si è sempre parlato molto della vita di El Raffa, ma troppo poco si è detto del suo punto di riferimento, del perno della sua vita: la moglie, Costantina Tosi. Anche se tanti intellettualoidi affermavano che non era la donna adatta a lui perchè non era in grado di seguirlo nei suoi sogni letterari e non gli era di stimolo per raggiungere le vette a cui ambiva, è stata per lui la guida certa, la spalla cui appoggiarsi per sentirsi protetto e sicuro. Mille volte al giorno la chiamava: “Tina...”. Insieme hanno creato la famiglia che tanto desiderava e insieme hanno cresciuto i tre figli, compensandosi nella loro educazione: l'uno raccontava fiabe e declamava poesie, l'altra insegnava i lavori casalinghi e campagnoli. Insieme hanno superato difficoltà, problemi e prove, che, purtroppo, la vita non risparmia a nessuno. Era donna di poche parole, ma cortese con tutti e con tutti disponibile. Piuttosto severa e un po' “sumerga”, ma sempre giusta. Tutto questo lui lo aveva intuito ...
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LE PUBBLICAZIONI – 2 Continuiamo la nostra rassegna con l'elenco (non esaustivo) dei libri su cui sono stati pubblicati testi, per lo più poesie, di Raffaele Tosi. Anche in questo caso si tratta di opere molto diverse tra loro, alcune italiane e altre addirittura straniere, alcune di piccola importanza e altre invece di grande rilievo, alcune più classiche e altre, al contrario, molto particolari. Eccole di seguito, in ordine cronologico: - “Strenna dell'amore illustrato per l'anno 1937” - Editrice Popolare Milanese, Milano 1936; - “Gli scrittori di domani” - Editrice Milanese, Sesto San Giovanni 1938; - “Firme alla ribalta” - Edizioni Vedetta, Milano 1940; - “Fiorisce un cenacolo”, vol. II, antologia – Tip. E. Orlando, Nocera Inferiore 1941; - “Lirici d'oggi”, antologia illustrata – Studio Letterario Milanese, Milano 1941; - “Largo ai giovani” - Edizione del Trio Poetico Serra Pedacese L, B, L, Cosenza 1941; - “Viali fioriti”, antologia moderna di prose e poesie – Casa...
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Come non presentare con le parole stesse di Raffaele Tosi il paese tanto amato, dove ha trascorso l'intera vita? Conosciuto grazie alla filastrocca “Il mio paese”, pubblicata su svariati libri e riviste, nonché musicata e cantata da Daniele Conserva, il piccolo paesello dei Prati viene qui descritto in prosa, con tanto garbo e sentimento da suscitare subito nel lettore il desiderio di andare a visitarlo. Sono passati tanti anni; purtroppo la natura, si fa spazio in maniera sempre più prepotente, ma il paese conserva tutt'ora la semplicità e la quiete che sembrano essere proprio i suoi tratti caratteristici, capaci di trasmettere serenità e di ritemprare lo spirito a chi vi soggiorna. PRATI DI CERVAROLO È un paesello così piccolo che nessuno lo menziona, così modesto che nessun cittadino pensa di recarsi in esso per trascorrervi l'epoca della villeggiatura. Nelle carte topografiche è segnato con una puntino, e da secoli vive senza storia e senza pretese di cartelloni pubblic...
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LE PUBBLICAZIONI – 1 Durante tutto l'arco della sua vita, Raffaele Tosi scrisse molto, pubblicando libri, ma anche semplicemente scritti su riviste e giornali, sia locali che di altre regioni, sia letterari che di divulgazione popolare, sia in prosa che in poesia, sia in dialetto che in italiano, sia per adulti che per bambini. Abbiamo quindi pensato di proporre una rassegna divisa per categorie, per rendere l'idea della vastità della sua produzione e dell'ampiezza della sua divulgazione. Per lui la scrittura era una necessità dell'anima e sovente erano gli editori a chiedergli collaborazione, retribuendo i suoi testi e iscrivendolo alla Società degli Autori. Iniziamo quindi con le opere uscite a suo nome, che qui elenchiamo in ordine di pubblicazione: “Fiori del mio giardino”, le rime dell'amore - Arti Grafiche De Grandi, Varallo 1935; “Oltre i confini del sogno”, romanzo seguito da una breve rassegna di poeti moderni – Editore Bertagnoglio, Varallo 1941; “Per terr...
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Dato che la Valsesia è popolata da sempre più numerose specie di animali, leggiamo qualche curiosa leggenda che Raffaele Tosi ha raccontato sulla “Domenica del Corriere” nel novembre del 1944. Di alcune di esse potremmo anche, per gioco, verificare la veridicità, ma per altre, vista la pericolosità e la ferocia degli animali che le riguardano, è meglio non rischiare! L'UOMO E LA BESTIA Strane, ma vere Chi saprà mai dire da dove nascono certe leggende? La fantasia del popolo, specialmente se vi si aggiunge l'ignoranza anche dei primi rudimenti scientifici, certo ha la sua importanza nelle credule leggende. L'uomo del medioevo, quando erano più fitte le tenebre dell'ignoranza, non aveva certo nozioni profonde di zoologia: sugli animali la verità era costituita da leggende antiche. Si credeva quindi che la lince vedesse attraverso i muri; si era convinti che esistevano formiche grosse come un cane continuamente occupate a scavare la terra per scoprirvi dell'oro; il cer...
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Primavera inoltrata, quasi estate. Il verde predomina su ogni altro colore, l'erba è da falciare e il sole inizia ad essere ben caldo; l'aria è satura di profumi e il vento porta con sè i cinguettii dei più svariati uccelli. La sera scende dolcemente, ma coperta da un velo di malinconia. Di colpo ogni lieta premessa d'estate sembra svanire e la nostalgia prende il sopravvento. È il tempo dei ricordi. E, come in un film, Raffaele Tosi fa scorrere davanti ai nostri occhi le immagini di un tempo lontano, ormai svanito per sempre. RISALENDO L'ANTICA VIA Scende la sera sui luoghi dove ho tanto amato e sofferto. La Valle è muta, e solo un usignolo piange sul vertice dell'abete che allegra il piano. La primavera è nell'aria, satura di strani profumi, carpiti forse a fiori di terre misteriose e lontane; quelle terre che ho sognato quale meta ai miei viaggi, in questo stesso luogo, bambino. E penso: - Quanto tempo è passato! Allora la mia valle era sempre popolata, e sem...
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Oggi si è concluso un altro anno scolastico. Giorno sempre molto atteso dagli studenti, questo è anche un momento di bilanci. Gli alunni aspettano con trepidazione l'uscita delle pagelle, gli insegnanti si chiedono se sono stati in grado di trasmettere qualcosa che lasci almeno un piccolo segno nelle loro vite. Le stesse riflessioni accompagnavano Raffaele Tosi il 14 giugno 1950, quando scriveva questa pagina di “Diario”: Son qui, nella “mia” scuola. Scrivo. Fuori, sulle soglie delle loro misere abitazioni, i contadini affilano le falci. Altri, più lungi, sotto il sole avvampante, spandono l'erba ammucchiata. È giugno. Fra pochi giorni non sarò più qui, fra queste pareti, con questi bimbi, che ho imparato ad amare. Come tanti (che ora forse non ravviserei più, perchè hanno mutato il loro volto bambino, quello che solo conosco) li saluterò, forse per sempre. Ed essi non conserveranno altro, di me, che una pagella, col mio nome. Una firma, che sbiadirà col tempo. Non altro? Sì:...