Post

Domani a Doccio si terrà l'ormai tradizionale fiera del bestiame ed era quindi inevitabile che oggi Varallo fosse attraversata dai pastori con i loro animali. Questa fiera è di istituzione recente, ma da sempre l'autunno è tempo di transumanza e vede la Valsesia attraversata da greggi e mandrie che lasciano gli alpeggi per scendere più a valle, riempiendo l'aria con il loro odore inconfondibile e con il suono cadenzato dei campanacci, così come El Raffa ha descritto in questa poesia in dialetto apparsa su “Valsesia Nostra” nel 1959. LA PARTENZA DI PASTOR T'senti l'brunzi däl vacchi nt'i valài, a riva giù i pastor da sj'alp d'Mèra, cun bastunaic n'man, capéi sfurmài, barbi da Giuda e grinti da galèra. E din e dôn... Al can, da part, l'caccia foo dal pasturi l'tôr, ca l'vol più 'ndèe; l'pastor s'ferma, l'visca la pipaccia, e la cansun dal Sesia a stà scutèe. Cansun trista, d'rimpiant... - Adiù, pastor! La Valsesia, v...
Immagine
Già nel 1962 Raffaele Tosi scriveva su “La Valsesia” che i bei sentieri dei nostri boschi erano ormai molto trascurati e ricercava nella sua memoria le immagini che, da bambino, aveva quotidianamente davanti agli occhi e che, da adulto, faticava a riconoscere nei paesaggi che lo circondavano. La situazione con il trascorrere del tempo non ha fatto altro che peggiorare: ormai molti sentieri sono ridotti a uno stretto passaggio e anche i muretti che li sostengono sono spesso diroccati. Il sottobosco non è più pulito, ma pieno di rovi, sterpaglie, rami secchi e marci. Tutto sembra inesorabilmente caduto in uno stato definitivo di abbandono, ma, alla luce dell'ancora caldo sole d'ottobre, riacquistano il loro antico fascino e splendore. Al sopraggiungere d'ottobre iniziava, con la apertura delle scuole, la stagione delle piogge. Ricordo che mi avviavo con un amico sul sentiero di campagna che conduceva a Cervarolo, calpestando con gli scarponcelli di vacchetta le foglie fradice...
Immagine
CONTEMPLATO Nel silenzio de la Sera io contemplo il mio dolore, fatto voce di preghiera. Mentre il Sole se ne muore come l'ultima speranza, l'ombra a valle e dentro il cuore, implacata, avanza, avanza... (dalla rivista "Sardegna", novembre 1940)
Immagine
Oggi sono ricominciate le scuole. Per l'occasione abbiamo ripescato una poesia pubblicata su “Cappuccetto rosso” nel luglio del 1941, in cui Raffaele Tosi, ormai adulto, racconta di aver ritrovato un libro delle scuole elementari e di essersi reso conto che quelle pagine, imparate con tante fatica, hanno lasciato un segno nel suo cuore di poeta. UN VECCHIO LIBRO Ho ritrovato dentro ad un cassetto, il mio libro di quarta elementare, e subito, con ansia e con diletto, a legger mi son posto, e a meditare. Ecco Totonno, il monnelletto amico, il sosia mio più caro e ancor più antico, e Bista, e Maso, e Leo, coi lor dispetti, ma buoni in fondo, e onesti, poveretti... Volto il foglio: giallognola e negletta, allo sguardo mi appare una violetta. Cara violetta del pensier mio, in quale april ti fè sbocciare Iddio! Or leggo, forte, e parmi di studiare ancora, come un dì, la mia lezione... Ma è triste, invero: non la so imparare, non so studiare più!... Sono un testone! Cosa notoria, ormai......
Immagine
La sig. na Paola V... di Milano mi scrive: “Ho letto attentamente il suo «Musica d'acque» e, per quanto il mio giudizio sia poco importante e non possa interessarle molto, le dirò che ho trovato le sue poesie veramente belle e fresche. Alcune, però, sono impregnate di una malinconia e desolazione così profonda che mi hanno colpito. Perchè è sempre tanto triste nei suoi canti?” Signorina Paola, la risposta è assai semplice: perchè triste e amara è la vita. Non è ancora sorto il sole che già fanno capolino le nubi. La grandine fa autunno in piena estate, e gli uomini si vendon tra loro per assai meno di 30 denari. Due labbra vendute hanno il potere di far obliare affetti, doveri e onore. Il trinomio Dio, Patria e Famiglia è diventato, per i più, lo stendardo dei romantici, di coloro, cioè, che mantengono ancora accesa in cuore la fiamma di un ideale, che hanno ancora troppi scrupoli e sono troppo imbecilli per riuscire a far strada. Il denaro per lo champagne che si versa in un festi...
Immagine
Domani, ultima domenica di agosto, si celebrerà ai Prati la festa patronale di San Grato. Molte cose sono cambiate da quando Raffaele Tosi la descrisse, più di 50 anni fa, su “La Valsesia “, ma indubbiamente essa resta un momento di aggregazione fondamentale per il piccolo paesello. LA FESTA DEL PATRONO Ogni anno, alla prima domenica di settembre, si celebrava (si celebra ancora, ma con minor entusiasmo) a Prati la tradizionale festa di S. Grato, Patrono del paese. Già alla vigilia della festa una inconsueta animazione regnava per le vie: i bimbi si recavano a cogliere gli ultimi fiori per intrecciarli alle grate delle finestre dell’Oratorio; colchici, per lo più azzurri, rosa e bianchi, e grappoli di glicine gialle colte alle siepi lungo il sentiero che conduceva in campagna. Gli uomini anziani e i vecchi si riunivano in casa di qualche amico a disputare interminabili partite a tressette o a scopone, accompagnandole con delle bevute non meno interminabili; i giovani, invece, si recava...
Immagine
LE PUBBLICAZIONI – 4 Raffaele Tosi, il ”cantore della Valsesia”, non poteva non collaborare con le riviste locali. Stupisce il numero di bollettini e di settimanali che venivano pubblicati in quegli anni. Erano gli anni in cui i giornali riportavano le firme di Costantino Burla, Maurizio Chiocca (Varchiggiu), Luigi Balocco (Balocch), Germano Ceralli (Ciaia), Francesco Lova, Giovanni Lirelli, padre Eugenio Manni, on. Giulio Pastore, Enzo Barbano, Alberto Bossi e molti altri che, a volte con affetto, altre in tono scherzoso e altre ancora in tono polemico, parlavano della nostra terra, dei suoi problemi e delle sue conquiste. Da tutti questi scritti emergeva un senso profondo di appartenenza, la voglia di esserci e di fare la storia della nostra valle, il desiderio di essere calati nella realtà locale e fedeli alle sue tradizioni, ma anche di svecchiarsi per riuscire ad inserirsi in un contesto più vasto, così da non essere un'isola immersa nel passato, ma un tassello di un mondo in ...
Immagine
Il 15 agosto si onora la Madonna Assunta in Cielo e al Sacro Monte di Varallo è festa grande perchè a Lei è dedicata la Basilica nella cui cupola è rappresentata circondata dagli Angeli e dai Santi nella gloria del Paradiso. Raffaele Tosi dedicò un'intera raccolta al Sacro Monte (“Il Poema del Golgota”) e varie sono le poesie sparse che esprimono il suo amore per Maria e l'affetto che lo legava a questo luogo, dove spesso si ritrovava in compagnia dell'amico Carlo Marchino, organista della Basilica. Con lui compose, in occasione dell'Anno dell'Assunta 1950-51 (quando Papa Pio XII proclamò il dogma dell'Assunzione di Maria in Cielo), l'“Inno all'Assunta”. Ecco il testo: Vergine Assunta in Cielo, dei Santi nella schiera, ascolta la preghiera del nostro cuore anel. Celeste gran Regina, nell'ora della morte, dischiudici le porte che danno accesso al Ciel. Vergine amata, dal dogma santo riconsacrata pel nostro amor. Vergine pia del Paradiso schiudi la via...
Immagine
IL DONO Un povero fiore, nel sole, sull'esile stelo languiva, e, mesto, fra sé si doleva d'un ciglio sull'arida riva. Già muoio e nessuno mi vede! Nessuno di me s'è degnato! Per nulla, son nato e cresciuto! Per nulla il mio olezzo ho donato! In quella, vagando smarrita, un'ape di sé lo coprì: bevette una stilla di vita... E il fiore, contento, morì. (da “I canti dell'alba”)
Immagine
  LE PUBBLICAZIONI - 3 “Maestro di scuola e padre di famiglia, amo i bambini e coi bambini vivo. Oh, non vi dico che li accarezzi sempre! A volte tiro loro anche qualche scappellotto per via di quei nervacci che di tanto in tanto mi affiorano a fior di pelle e mi fanno spalancar la bocca a guisa di Mangiafoco. Ma di questo, posso dirlo, mi pento subito. E ritorno, a mia volta, bambino, per giocare con loro. Ridete? Fate pure. Io son fatto così, e non so cambiare. Forse – scusatemi la sincerità – sono diventato tale dopo aver conosciuto bene gli uomini. I bimbi non deludono, mai. Hanno l'anima semplice, chiara come il sole. Quando dicono qualcosa, hanno il cuore sulle labbra, ed ogni loro parola è poesia. Per questo li amo. Per questo ho composto per essi il libro che m'hanno ispirato. E se vorrà il destino che esso possa loro piacere, nella sua semplicità, più di quanto possa essere gradito ad un adulto di gusti raffinati un complicato romanzo giallo, mi riterrò pago della mia...
Immagine
Inizia oggi il mese di agosto, tradizionalmente associato alle belle giornate, alle ferie, al relax, alla compagnia e al divertimento. Come in ogni cosa, però, c'è il rovescio della medaglia. In maniera quasi stridente qui emerge il fastidio per tutto questo e il vuoto creato dal frastuono viene riempito da una solitudine accompagnata solo dai suoni della natura e dall'ombra e dal silenzio di una chiesa in cui incontrare il Crocifisso, l'Unico in grado di dare vero riposo ai cuori stanchi. SOSTA AL MERIGGIO Agosto. La giornata è un frastuono di voci, di canti, di grida. Automobili lussuose, nelle quali la ricchezza scivola, mollemente sdraiata su cuscini di raso e su sedili imbottiti; motociclette che portano operai al lavoro, villeggianti alla ventura, coppie d'innamorati al bosco, e che ti urlano, con la voce delle sirene, di scostarti in fretta con la tua umiltà e la tua miseria, sfrecciandoti accanto e investendoti di polvere, per andare forse a finire in braccio a...
29 luglio, S. Marta. Raffaele Tosi ha dedicato una poesia a una certa Marta, che viene delineata in maniera non molto lusinghiera, decisamente opposta a quella della donna molto fattiva presentata dai Vangeli. Nonostante non conoscesse nessuna Marta, è curioso che anche in un'altra poesia, “La chiesa chiusa”, ci sia una Marta descritta nello stesso modo; chissà perchè, questo nome lo ispirava così! LA VECCHIA MARTA Tutto il dì la vecchia Marta non fa altro che dormire. Sulla soglia della casa vecchia e sporca come lei, come lei silente, nera e decrepita, lottando col catarro pertinace che le balla nella strozza sibilando e gorgogliando, non fa altro che dormire. Se le parli non risponde, se la scuoti non si desta: muove solo un po' la testa, poi riprende quel respiro che spaventa, e dorme, dorme, dorme e russa come un ghiro. Qualche mosca impertinente le s'infossa nelle nari, tra le labbra, nelle occhiaie, s'imbottisce del suo sangue misto a polvere col untume mentre in...
Immagine
Si è sempre parlato molto della vita di El Raffa, ma troppo poco si è detto del suo punto di riferimento, del perno della sua vita: la moglie, Costantina Tosi. Anche se tanti intellettualoidi affermavano che non era la donna adatta a lui perchè non era in grado di seguirlo nei suoi sogni letterari e non gli era di stimolo per raggiungere le vette a cui ambiva, è stata per lui la guida certa, la spalla cui appoggiarsi per sentirsi protetto e sicuro. Mille volte al giorno la chiamava: “Tina...”. Insieme hanno creato la famiglia che tanto desiderava e insieme hanno cresciuto i tre figli, compensandosi nella loro educazione: l'uno raccontava fiabe e declamava poesie, l'altra insegnava i lavori casalinghi e campagnoli. Insieme hanno superato difficoltà, problemi e prove, che, purtroppo, la vita non risparmia a nessuno. Era donna di poche parole, ma cortese con tutti e con tutti disponibile. Piuttosto severa e un po' “sumerga”, ma sempre giusta. Tutto questo lui lo aveva intuito ...