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Quando abbiamo visitato la Mostra sulle guide del Sacro Monte siamo rimasti un po' male. Tra le varie guide poetiche non è stata citato "Il Poema del Golgota", tanto voluto da Padre Manni (in foto). Subito abbiamo pensato ad una poesia, pubblicata su “Musica d'acque”, edito da "La Zagara" di Reggio Calabria nel 1952: “Incendiaria”. Triste presagio o desiderio avverato? INCENDIARIA (A G. Fontana) Chiedo che l'oblio fasci la mia vita, cotesta vita mia, sì tanto amara, randagia come un cane bastonato, triste come la morte. Chiedo che il canto che ho donato venga cancellato persino nel ricordo di chi l'amò, e m'arrida la certezza d'esser solo e ignorato. Chiedo che tanta, tanta neve cada sull'orme dei miei passi, e porti il vento l'eco della mia voce a plaghe ignote, fredde e disabitate. Chiedo che lavi il pianto del mio cuore le colpe che ho commesso, e mai risplenda sul bene che ho compiuto il raggio vivo della riconoscenza. Chiedo che ...
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Sono passati ben 65 anni da quando El Raffa ha scritto questa poesia che già parlava di spopolamento e di avanzata dei lupi e sembra proprio che la situazione si stia evolvendo in questa direzione. Siamo agli ultimi giorni di agosto e il paese è pressochè deserto. Il lavoro, gli impegni, gli svaghi, tutto è una buona motivazione per scendere a valle o andare altrove e così la piazza dei Prati, che fino a qualche anno fa in questo mese era piena di macchine, tanto da avere difficoltà a fare le manovre, è quasi vuota. Ma non è tutto perduto. Domenica c'è stata la festa di San Grato e, nonostante il maltempo del mattino che però al pomeriggio ci ha lasciato lo spazio per un tranquillo e gioioso incanto delle offerte all'aperto, il paese è tornato a risuonare di voci e di passi e tutti sono stati contenti di essere riusciti anche quest'anno a ritrovarsi senza fretta, se pur solo per una manciata di ore, sul muretto del sagrato, perchè in fondo, se questa giornata saltasse, manc...
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Il Sacro Monte, che un po' tutti i valsesiani hanno nel cuore, tanto da aver costruito lungo le strade che convergono a Varallo dei piloni votivi che segnano il primo punto da cui è possibile avvistarlo, colpisce ancora oggi, a distanza di secoli e in un contesto totalmente diverso da quello in cui è stato realizzato, i pellegrini o i semplici turisti che vengono a visitarlo. Fede, arte e natura si intrecciano indissolubilmente e tutto richiama alla preghiera e alla pace: la Basilica che odora di incenso, le cappelle che ci rendono spettatori quasi diretti degli episodi salienti della storia dell'Amore di Dio per l'uomo, la natura che tutto avvolge e racchiude, fondendosi in maniera armoniosa con quanto costruito da mano umana. Chi vi sale ridiscende a valle se non rinnovato almeno rasserenato e porta con sè il ricordo di un luogo fuori dal tempo, dove il Cielo sembra più vicino alla terra. Oggi, che è la solennità della Madonna Assunta, e chi ama il Sacro Monte non può far...
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Resilienza: capacità di subire un urto senza rompersi; in psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Così recita il dizionario per esprimere la particolare capacità di uscire rafforzati dalle situazioni di crisi. E quale pianta può esprimere questo concetto meglio del rovo? Niente riesce a stroncarlo e, viste le sue spine e gli animali pericolosi che trovano asilo tra i suoi viluppi, attira anche il fastidio della gente, che però, in estate, ricerca i suoi frutti golosi. L' RUVÈI Tei maledi pussè che la grameugna cla 'nvad i chemp dla nosta pôvra gent, parchè fra i teui viluip i trovu asilu scurpii, ragn e sarpent. Si ta brusu, ta 'ngrassu; si ta struncu t' rinassi, cumè l'idra, pussè vif; si ta struppu t' rifai milla raisacci, cumè n' cancru catif. E parée t' vivi, curassà da spini, udià dal pôvru, dispressà dal sior, eppura, quand ca vèn la Primavera, anca ti t' dai n' fior....
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IL POEMA DEL GOLGOTA (II parte) Ciò che distingue “Il poema del Golgota” dalle altre guide poetiche è il carattere marcatamente religioso dei sonetti che si concentrano sugli episodi biblici rappresentati senza mai rivolgersi al pellegrino; in questo modo l'opera diventa perfettamente autonoma rispetto al contesto, ma, nello stesso tempo, adempie pienamente al suo compito di guida perchè ogni sonetto è affiancato da una o più fotografie in bianco e nero corredate da didascalie che riportano l'anno di realizzazione, informazioni sugli artisti che vi lavorarono, giudizi estetici e curiosità di vario genere, che istruiscono il pellegrino durante la visita a questa Nova Jerusalem. Nella sezione intitolata “Fiorita mistica” sono invece chiari ed evidenti i riferimenti al Sacro Monte perchè lì sono raccolte 11 poesie, in metriche diverse, dedicate a singoli personaggi delle cappelle o ad altri monumenti, e la “Supplica alla Vergine Assunta”, musicata dall'amico Carlo Marchino, or...
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IL POEMA DEL GOLGOTA (I parte) È in corso nella Biblioteca Civica “Farinone Centa” una mostra dedicata alle guide del Sacro Monte di Varallo. Nel corso dei secoli ne sono state pubblicate tantissime, ma solo quattro di esse sono state composte in poesia. Tra queste ci sono le più antiche descrizioni del Sacro Monte che ci siano pervenute (1514 e 1566), ma, successivamente, bisognerà aspettare gli anni Trenta dell'800 per trovare un'altra guida poetica e, infine, il 1958 quando padre Eugenio Manni, individuò in Raffaele Tosi “il Poeta […] più vicino al mio gusto ed il più vicino, per affezione, al Sacro colle della nostra Varallo” che “può ben scrivere ora una Guida densa e vibrante; egli può trasfondere negli altri qualcosa di bello che è suo”. Nacque così, per esplicita richiesta, “Il Poema del Golgota”, definito da Luciano Bassi “una preziosissima guida ragionata «sui generis» al Sacro Monte di Varallo che, fra tanti che lo visitano e si vantano di conoscerlo, solo pochi elet...
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GIOVINEZZA ED ESTATE Nelle notti silenti d'estate van le coppie, tra i fiori abbracciate, sussurrandosi, ebbre, d'amore, le parole che scendono al cuore. Mentre in cielo la luna sorride ogni cuore la gioia conquide, ed assieme al profum delle viole si disperdon d'amor le parole! Come bella tu sei, giovinezza, che d'amore ci doni l'ebbrezza! Come bella tu sei, bionda estate, coi tuoi fior, le tue messi dorate! Perchè mai non durate in eterno? Perchè a voi sopraggiunge l'inverno?
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Varallo oggi ha salutato una grande persona: l'avvocato Enzo Barbano, insigne storico varallese, mancato all'età di 92 anni. Era amico di El Raffa perchè entrambi avevano una mente aperta ai più svariati interessi, che spaziavano dall'arte alla letteratura, dalla storia alle tradizioni valsesiane, che li portava a ricercare sempre nuovi stimoli culturali e a confrontarsi con altri amici che condividevano le stesse passioni. Andarono insieme a visitare i luoghi in cui visse Gabriele D'Annunzio, celebrato così in un sonetto da Raffaele Tosi in occasione del centenario della nascita. [Fotoricordo della gita al Vittoriale degli Italiani] D'ANNUNZIO (Nel centenario della nascita) Oltre la possa de l'umana gente figge l'Aedo l'artigliato sguardo: gl'inetti dal torpor desta col dardo de la rampogna fiera, aspra, fremente. Crudo dispregio invece ha pel codardo nel silenzio glacial; ma prorompente è l'inno che all'Eroe sacra morente, stroncato in vist...
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CANZONCINA DI LUGLIO Luglio torna, ma che caldo ...Maramaldo! Guai se ancor si andasse a scuola! Ci sarebbe da scoppiare a studiare solamente... una parola! Pei ghiottoni, son mature, sulle alture, le ciliegie e le amarene. Sulle foglie dei mirtilli stanno i grilli, come bimbi su altalene. Caldo è il sol. Ma tra le fronde, più gioconde armonie tesson gli augelli. Tra gli armenti sonaglianti (quanti, quanti!) i pastor cantan stornelli. Ma chi legge con diletto «Pinocchietto» alla fresca ombra del pino? Ah, che invan mi celi il viso! Ti ravviso: quel lettor sei tu, bambino! [In foto un episodio di "Pinocchietto", tratto da "Sant'Antonio e i fanciulli", antenato del celebre "Messaggero dei ragazzi"]
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GIUGNO Con la falce nel pugno, ecco, ritorna giugno. Le zampe ai grilli taglia, covoni fa di paglia, e li lega ben stretti con giunchi giovinetti. Un passero canoro scende sul mare d'oro delle messi falciate e ai chicchi dà beccate. Laggiù, nella palude, con voci irose e crude, gracchian le rane in coro, mentre, sopra il pianoro, Domenico, il fattore, tergendosi il sudore, rivolto al suo castaldo, sbuffa: - Buon Dio, che caldo!
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Per la Festa della Mamma di 55 anni fa El Raffa dedicava a tutte le madri questa poesia, da cui emerge tutto il desiderio di rivedere la sua mamma che, purtroppo, lo ha lasciato quando era ancora un bambino, ma il cui ricordo, in qualche modo, ha continuato a guidarlo per tutta la vita. Questo mazzo di fiori vuole essere un omaggio a nonna Ida e a mamma Costantina, rispettivamente mamma e moglie di Raffaele. IL SOGNO (In occasione della “Festa della Mamma”, a tutte le Madri, dedico) La vidi. Tra stelle avanzava e il suo passo era lieve com'ala che sfiori il velluto d'un fiore, leggero qual foglia che plani, nell'aria d'un vespro dolce d'autunno. Umana, era Lei, che dal Cielo tornava, per darmi, nel mondo, il mite sorriso che aveva, persino in effigie, il potere di sciogliermi il gelo nel cuore, e saziarmi di pace, riconciliandomi pel resto della vita, col mio peggior nemico: me stesso. Non più velati i begli occhi vedevo che s'erano spenti nella soffitta povera,...
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MAGGIO Maggio ritorna! Il canto dei pastori, dalle natie colline dilaga, in armonie di dolci cori, fino alle balze alpine. Dai rinverditi larici, un concento s'innalza nell'azzurro: passa per l'erbe e i fior, mossi dal vento, un mistico sussurro. Salgon dai templi i suon delle divine arpe nel cielo immenso, e si fonde un odor di porporine rose a un odor di incenso. È primavera, e come i fior nei prati, della speranza il fiore schiude i petali freschi e profumati dentro il fertile cuore. Così il Signor dà un premio a chi sperare sa nelle dure prove, chè, dopo il crudo inverno, fa sbocciare le margherite nuove.
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Oggi è la giornata mondiale dell'acqua e forse, visto l'aggravarsi della siccità che sta prosciugando i nostri fiumi e le nostre sorgenti, stiamo iniziando ad accorgerci di quanto sia preziosa e necessaria un po' di pioggia. Quanto sarebbe bello vedere il cielo oscurato dalle nubi e rischiarato dai lampi, sentire nell'aria l'odore del temporale e nelle orecchie il rumore degli scrosci, il rombo dei tuoni e il ciac-ciac che accompagna ogni passo! Speriamo di poter godere presto non di una sola, ma di tante giornate di pioggia, come quella durante la quale avviene l'incontro descritto in questa breve novella di Raffaele Tosi, apparsa il 9 gennaio 1936, su “L'Amore Illustrato”. SOTTO L'OMBRELLO Un giorno in cui la pioggia cadeva a dirotto, mi trovavo in un boschetto, appena fuori dalla città. Per un po' di tempo un abete provvidenziale mi riparò dalla pioggia che scrosciava violenta, ma, vedendo che essa aumentava, ed essendo l'ora già assai inoltra...
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Auguri di Buona Pasqua a tutti! PASQUA DI RESURREZIONE Cristo è risorto! Suonan le campane, e in ogni loco di natura tutta, vanno le note melodiose e arcane. Cristo è risorto! E la gente tutta, lieta sorride; è il giorno della pace! Non rancor, non odi, non vendette. Oggi sul mondo inter splende la face de l'amicizia; pur le mammolette spandon per l'aria più soavi odori. È dolce l'aria, ogni voce canta: sia oggi la pace in tutti i cuori; Cristo è risorto; è la Pasqua Santa! La natura è tutta un'armonia di cose belle; dai roseti in fiore, emana un profumo di malia... Dice la Pasqua: - Pace sia, e amore! [da “L'Amore Illustrato”, 18 aprile 1935]
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Anche ai Prati è stato allestito il Santo Sepolcro, per rendere degnamente omaggio a Gesù Crocifisso nel giorno più lugubre e misterioso della storia, in cui tutto tace sgomento, come Raffaele Tosi ha descritto in maniera magistrale in questa poesia. VENERDÌ SANTO Dormono le campane col Cristo Redentore. Anche il fiume ha cessato di cantare, e gli uccellini piangono col becco sotto l'ala. Il sole, nel tramonto, è una croce di sangue che fa del mondo un Golgota. Il giorno sembra eterno, come l'onta e il dolore degli uomini. Non c'è più Paradiso, non c'è più speranza di Paradiso. [da “La Valsesia”, aprile 1961]
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APRILE Meli, ciliegi e peri rimetton gemme e fronde: dai cigli dei sentieri, grato, un odor si effonde. Danzano le farfalle sulle fresche viole; liberi dalle stalle, brucan gli armenti al sole. Tra i fior le cavallette discorrono coi grilli. Stormi d'allodolette empiono il ciel di trilli. Poi, tra le fronde nuove, l'una l'altra rincorre. Forse ricercan dove il nido han da deporre? Presso la siepe aulente, la fonte canterella, ininterrottamente una canzone bella. Sentiamo cosa dice nel suo idioma gentile? - O bimbo, sii felice! Torna, coi fior, l'Aprile!
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Anche quest'anno è arrivata la primavera! La natura non si sta lasciando scoraggiare dall'ormai prolungata siccità e, nonostante tutto, sui rami compaiono le prime gemme e i prati, seppur aridi e secchi, si stanno colorando di fiori vivaci. Così avviene ogni anno, esattamente come descritto in questo brano uscito nel giugno del 1963 su “La Valsesia” a nome di Atos Riffa, anagramma di “Tosi Raffa”, uno dei vari pseudonimi con cui Raffaele Tosi si divertiva a firmare i suoi scritti. RIFIORITA Scomparse l'ultime nevi, la terra appare umida e fresca come una rosa aspersa di rugiada. E, come una rosa, anch'essa odora, ma d'un odore diverso, che sa di muschio, di felci, e di sostanze che non riesci a qualificare, e che le danno un profumo di gioventù. L'erba novella freme, lambita dagli zefiri, come onda di mare; le piante e gli arbusti, da poco ingemmati, stillano le ultime gocce della piova notturna, fragranti come il biblico miele. Ed il sole scintilla sulle tenere...
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PRIMAVERA Le siepi e gli arboscelli rimetton gemme e fronde; intrecciano gli augelli nuove armonie gioconde. Si scioglie sulle vette, al caldo sol, la neve: spuntan timide erbette dov'è già il bucaneve. Sotto il cielo di quarzo soffia il vento di marzo.
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Solo nel 2005 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata della Memoria, scegliendo come data il 27 gennaio perchè fu in quel giorno del 1945 che fu liberato il campo di concentramento di Auschwitz. Non esisteva quindi ancora questa giornata commemorativa quando fu pubblicato un “Numero unico” da parte dell'ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati) di Cigliano, di cui era presidente Piero Bobba. Tra i vari scritti, sul numero compariva anche questa poesia di Raffaele Tosi, che parla del ritorno a casa dei deportati. In realtà la rivista uscì in occasione del 4 novembre, ma cogliamo gli spunti offerti dalla rivista dell'ANEI e da questa poesia, per far memoria anche noi di quella tragedia immane che è stata la Shoah, perchè davvero non ci siano più reticolati nel mondo. [In foto l'immagine presente sulla prima pagina del “Numero unico”] TORNANO GLI INTERNATI Tornano: volti magri, pallidi, gli occhi ardenti, esausti per le lotte, le fatiche, gli ste...