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Riceviamo da un lettore (che ringraziamo) questa pagina, pubblicata su “La Valsesia” a giugno del 1954. Pregna di una struggente nostalgia, è, purtroppo, rappresentativa di una realtà sempre più attuale nei nostri paesi, trascurati e abbandonati, popolati più dai ricordi che dalle persone... COME UN SOGNO D'OR... Ricordi e nostalgie Sono ripassato ieri all'imbrunire davanti alla casa di mamma Dorina. Era chiusa, e l'erba cresceva sul piazzale dove un giorno s'erano trastullati cinque bambini. Spoglio era il giardinetto che tante rose aveva fiorito, e scardinata da qualche piccolo vandalo la porticina d'accesso. Soltanto, nel campicello, l'antica pinata di pero e un cipressetto dovevano alla scena una nota vivace che stonava. Tutto il resto spirava abbandono, squallore, desolazione. E il passato, nel ricordo, pareva così lontano da perdersi nella nebbia della distanza... Mamma Dorina, dormi. I tuoi figli hanno abbandonata la casa che accolse i loro primi vagiti e...
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 IL POETA DELLA VALSESIA ARRIVA IN SPAGNA La scrittrice Yuleisy Cruz Lezcano che nel mese di agosto si era recata a Varallo in occasione del Festival delle Relazioni, evidentemente è rimasta colpita da alcune poesie di quello che anche lei chiama “il poeta della Valsesia”, tanto da aver scritto un sonetto in spagnolo in suo onore. Ovviamente per noi è stato un grande piacere e, per certi versi, anche una sorpresa perchè, pur conoscendolo così poco, ha colto in pieno l'essenza del suo animo e della sua personalità. Il sonetto, intitolato “Raffaele Tosi, el poeta del alba monta ň esa”, è stato pubblicato sul numero di febbraio di quest'anno della rivista “Pluma y tintero”. Condividiamo più che volentieri questa poesia, grazie alla quale El Raffa questa volta è arrivato molto lontano, non solo oltre le Alpi, ma addirittura oltre i Pirenei. [Qui sotto, la traduzione in italiano, fatta con Google translate; il testo originale è nella foto. YULEISY CRUZ LEZCANO - RAFFAELE TOSI, ...
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Un nostro visitatore ci ha chiesto la data di nascita di El Raffa e allora prendiamo spunto per raccontare questa storia parecchio confusa. In altre occasioni abbiamo già accennato al fatto che era nato in Francia, ma che a quattro anni, rimasto orfano di mamma, era stato portato dal papà in Italia per essere cresciuto dalle zie. Queste ultime pensavano che la data di nascita fosse il 12 dicembre, forse perchè, sapendo che era nato a dicembre e che era stato chiamato Raffaele Luciano, ipotizzavano un legame con il giorno di Santa Lucia. Questa è la spiegazione che ha sempre raccontato lui stesso, anche se è vero che Santa Lucia sarebbe il giorno dopo e, in effetti, sulle pagelle di scuola è indicata come data proprio il 13 dicembre. Quando arrivarono dalla Francia dei documenti ufficiali, all'anagrafe furono interpretati in maniera errata e così la data venne spostata al 6 di dicembre. Per questo, anche se il 12 è sempre rimasto il giorno in cui festeggiava il suo compleanno, nei d...
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Con questa bella giornata di sole, possiamo esclamare anche noi, insieme a Raffaele Tosi: è maggio! È MAGGIO! Il creato sorride: gli augelletti svolazzano sui rami; aulenti rose fioriscon nei giardini: i ruscelletti mòrmorano, scorrendo, arcane cose.... E' maggio! Dolcemente accanto stretti se ne vanno gli amanti, tra le ombrose, annose quercie, o in cerca di mughetti dalle corolle bianche ed odorose... Sono felici, e lì, frammezzo ai fiori, si sussurran d'amore le parole, mentre più forte battono i lor cuori... Il vento narra loro arcane fole, e li culla in miraggi tentatori... Nel cielo brilla il più radioso sole!
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Nonostante la pioggia che ci accompagna in questi giorni e che crea un'atmosfera un po' triste, simile a quella evocata in questa poesia di Raffaele Tosi, anche per noi sono suonate le campane di Pasqua per annunciarci la luce della Resurrezione, luce di speranza e di rinascita. Buona Pasqua a tutti! [In foto un pero che, un paio di anni fa, ai Prati a Pasqua è “fiorito” di pulcini nelle loro uova colorate] RESURREZIONE Era un mattino pallido come un volto malato: il vento penetrava da la finestra aperta, percotendo le imposte, ne la casa deserta, dove il mio sogno stanco piangeva sul Passato. D'un tratto, dolce, amabile, limpido al par d'un canto il suon d'una campana che rintocca la gloria, come un pensier di giubilo che torni alla memoria giunse al mio assorto spirito, destando il cuore in pianto. Ecco risorge Cristo! Splende la stanza oscura, al cuor m'urge un palpito, al labbro una canzone e, risorto lo spirito, canto con voce pura l...
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Sebbene permanga ancora qualche strascico di Carnevale, è ormai avvenuto il rogo delle maschere, che simboleggia la fine del tempo del divertimento. El Raffa, che è stato autore di numerosissime Canzoni del Canevale, in questa simpatica e ritmica poesia si occupa proprio, per una volta, della Quaresima, parlando del momento di passaggio che avviene il Mercoledì delle Ceneri, per ricordare a tutti che è ormai iniziato il tempo della penitenza. [In foto un particolare del quadro di Bruegel, “Lotta tra Carnevale e Quaresima”] TEMPO DI PENITENZA... Il Carneval si è spento con l'ultima risata della donnina equivoca al suo Plajboy legata, nell'ultimo singhiozzo della musica negra che tanto più rattrista quanto più sembra allegra. Il Carnevale è morto sul letto del peccato come un vecchio decrepito, dai vizi logorato, ebbro di baci e d'alcool, di musiche e di fumo, con nelle mani l'ultima boccetta di profumo. Coperto di coriandoli, arso da mille razzi, è morto fra una turba d...
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Con i nostri migliori auguri per un buon 2025! 1° GENNAIO Un giorno nuovo sorge sul mondo, un nuovo anno s'inizia sul cammino dell'Umanità. Superstiti di mille sconfitte, sopravvissuti a mille sciagure, ci risvegliamo come da un sonno ipnotico, con una ruga in più sul volto e un palpito un po' più stanco nel cuore. Abbiamo, infatti, un anno in più di ieri. È il 1965, e guardiamo, con occhi appannati, il sole che sorge, e che sembra aver perso il fiammeo splendore che ci abbagliò nell'albe prime, quando ancora credevamo che nascesse per noi, sull'infanzia del mondo, in una culla di rose... Dolci illusioni, perchè siete svanite? Intanto, una cosa è certa, una cosa è d'obbligo: Dobbiamo proseguire. Ma per chi, ma per che cosa, se più nessuno ci ama, se abbiamo lacerato, sui rovi d'ogni strada, la bandiera del Sogno? Nel nostro cuore, arido come una foglia secca, spoglio come un giardino abbandonato, nessun fiore più sboccia. Verrà l'Aprile, sì, splenderà Ma...
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L'11 settembre 2011, con la benedizione dell'allora parroco padre Elia Tonin, abbiamo inaugurato l'orologio elettrico e abbiamo posto sul muro esterno della chiesa una lapide che recita: “Il suono delle ore sia ricordo e preghiera per quanti hanno amato questo paese”. Adesso il tempo non è più scandito, come in passato, da mattutino e vespri, ma dallo scoccare delle ore che riempiono l'aria limpida dei Prati del suono nitido e cristallino della campana. Siamo sicuri che anche El Raffa sarebbe stato felice di poter sentire suonare le ore dal suo campanile. CAMPANE Campane, che spandete note di Fede in chiarità di albore, che l'anima invitate a eccelse mete, e intenerite il core: campane, che squillate in nostalgia, sotto un danzar di stelle, impallidenti al dì, l'Ave Maria, tremule campanelle... Nunzie del sol, che sorge, in sul mattino voci d'Amor, chiamanti, ne la pace del chiostro, a Mattutino i frati salmodianti... E voi, care camp...
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LE PUBBLICAZIONI - 5 In occasione della giornata dell'amicizia che cade il 30 luglio, riprendiamo la carrellata di pubblicazioni che avevamo interrotto ad agosto 2021. Pubblicando su tante riviste, molte delle quali di carattere letterario, Raffaele Tosi entrò in contatto con vari poeti e scrittori dell'epoca, tra cui possiamo ricordare in particolare Olivio Bianchin (di Treviso), Aladino Lensi (di Vinci), Alfredo Gigliotti (di Reggio Calabria) ed Emanuele Scaringella (di Andria), che diventarono dei veri amici a distanza, sebbene non ci siano mai stati incontri di persona. Si scambiarono molte lettere e, come si usava in quegli anni, si inviarono delle fotografie per potersi vedere, anche se solo attraverso un'immagine stampata. El Raffa aveva cura di raccogliere in un album le foto di quelli che definì “i fratelli del limpido sogno”. In particolare Alfredo Gigliotti ed Esca Ringella, essendo il primo direttore della rivista “La Zagara” di Reggio Calabria e il secondo seg...
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Ieri si è tenuta a Cravagliana la X edizione del “Raduno dei Costumi della Val Mastallone”. Come ha ricordato il portavoce della delegazione di Cervarolo, è proprio con la frazione dei Prati, situata sopra il Ponte della Gula, che si apre ufficialmente la Val Mastallone. Questa bella tradizione offre, in un clima di festa e di amicizia, l'occasione per esibire i bellissimi costumi di Cervarolo, Sabbia, Cravagliana, Cervatto, Fobello e Rimella. Ogni paese ha una sua foggia specifica e dei colori caratteristici, ma ciò che li accomuna tutti e non può mai mancare è la presenza dei preziosi puncetti che arricchiscono soprattutto le camicie. Il costume era, in passato, l'abito che veniva portato quotidianamente, con il quale le donne valsesiane si accingevano a compiere non solo i lavori domestici, ma anche quelli ben più faticosi dei campi, eppure davvero esso conferisce a chi lo indossa una certa signorilità, esattamente come dice Raffaele Tosi in questa poesia, pubblicata sull...
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COLLANA DI PERLE - TRIS DI INDOVINELLI Sai dir qual è, mio piccolo indovino, quella città che vola, nel Trentino? … Ed ora quella segna che serve pure un po' allo spaccalegna. Alfin, per terminare, dimmi cos'è che in piedi non può stare. [soluzione del 6 maggio: Sala-manca]
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La seconda domenica di maggio è la festa della mamma, che cade proprio nel mese dedicato alla Mamma di tutti: la Madonna. Con questa poesia che Raffaele Tosi ha dedicato alla sua mamma, morta purtroppo ancor giovane quando lui aveva solamente quattro anni, e con il quadro della Madonna che tradizionalmente poniamo ai piedi dell'altare della chiesa dei Prati durante il mese di maggio, porgiamo i migliori auguri a tutte le mamme! ORA DI SOGNO Sera. L'aria, ancor tiepida, s'ammanta d'un indistinto e pallido chiarore. La luna sboccia, gigantesco fiore, nel gardino del cielo. Il fiume canta. Sul vertice fremente d'una pianta trilla un uccello, in dolce ansia d'amore. S'odon dei bronzi l'armonie sonore echeggiar lunghe ne la quiete santa. Io siedo, e penso: e mentre la natura sembra rapire a l'attimo fuggente, la mestizia soave del tramonto, te rivedo, che persi, ne l'oscura penombra mite, o Madre mia, ridente del tuo sorriso g...
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COLLANA DI PERLE - SCIARADA 1 – Stanza dove ricevono i signori. 2 - …Ma speriam che ci sia, perchè altrimenti 3 – ottieni dalla Spagna una città celebre per i suoi divertimenti. [soluzione del 22 aprile: la palla]
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Il Primo Maggio è la festa di San Giuseppe, patrono dei lavoratori e compatrono della nostra frazione di Prati. Pochi giorni fa abbiamo mantenuto fede, anche per quest'anno, al voto che i nostri antenati hanno fatto di celebrare annualmente una Messa in suo onore, per ringraziarlo di aver protetto il paese durante la Seconda Guerra Mondiale. A seguito di un bombardamento, infatti, nel 1945 il paese ha preso fuoco e gli abitanti hanno pregato che venisse risparmiata almeno una casa per famiglia. Incredibilmente, l'incendio si è propagato zigzagando tra case, stalle e fienili, col risultato che nessuna famiglia si è ritrovata senza casa! Il nostro paese davvero si è sentito protetto “contro il male e l'aspra sorte”, per citare questa poesiola di Raffaele Tosi, inserita nella raccolta dei “Canti dell'alba”. [In foto, la pala d'altare, che, come l'affresco sulla parete esterna, raffigura a destra San Grato e a sinistra San Giuseppe, entrambi ai piedi della Madonna ...
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Il 25 aprile di 150 anni fa nasceva uno dei più grandi inventori non solo d'Italia, ma di tutto il mondo: Guglielmo Marconi. Questo componimento è stato scritto da Raffaele Tosi per "L'Amore Illustrato" in occasione della sua morte, avvenuta il 20 luglio 1937. [In foto i due francobolli commemorativi emanati dall'Italia nel 1974, nel centesimo anniversario della nascita] A GUGLIELMO MARCONI (In memoria) Immoto il grande cuore, velata la pupilla che conobbe del Genio alto il fulgore, incrociate l'industri mani sul petto fregiato da l'insegne del valore, Marconi, l'Inventore, dorme l'eterno sonno. Dorme; su la Sua tomba, l'Umanità, percossa dal duol, depon le viole del pensiero, e, su l'onda divina de la radio, il venticel fremente reca da lungi un sospirare ardente. Lassù, sui sette colli, Roma Imperiale le sue faci accende per Lui, per l'Inventore, che sopra il mondo inter luce e calore, - sol di scienza - irradiò; ed or, caduca spo...
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COLLANA DI PERLE - INDOVINELLO Salta, rimbalza, balla, ruzzola pei cortili, attinge i campanili rossa, celeste o gialla. Sovente anche scompare e la si cerca invano, poi, eccola, riappare di mamma nella mano. Nel suo danzar felice diletta ogni bambino, finchè da un bucolino: - Non servo più! - gli dice. Soluzione dell'8 aprile:
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Oggi si è tenuta la festa del Gruppo di Varallo della Associazione Nazionale Alpini. Tutti abbiamo in mente le parole della celebre canzone “Sul cappello”, risalente alla Prima Guerra Mondiale, le cui prime parole fanno riferimento alla “lunga penna nera” che svolazza sul cappello degli alpini. Essa è simbolo dei valori e delle idee che sempre hanno sostenuto gli Alpini nelle loro imprese, prime fra tutte la resistenza e la libertà. In questo breve racconto, Raffaele Tosi fa della famosa penna nera il trofeo di un'impresa leggendaria, giocata a quelle altezze vertiginose che sono il regno delle aquile, da allora condiviso con gli Alpini. LA LEGGENDA DELL'ALPINO L'aquila, volteggiando un giorno superba, con le grandi ali tese, sopra l'infinito bianco scenario degli eterni ghiacciai, così parlò al sole: “Io sono la regina delle montagne e la dominatrice dei cieli. Dio mi ha donato il regno delle altezze e dei silenzi che nessuno oserà mai violare. Lungo le azzurre vie...
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COLLANA DI PERLE - QUADRATO 1 Le tenebre rischiara, ed alla meta sul mar muggente, il navigatore adduce. 2 è l'opra che si svolge, nella luce del sol, coi buoi, nei campi, onesta e lieta. 3 Così un Annibal si chiamò latino, e così chiama mamma il suo bambino. 4 è questa per i greci, senza errore, come per noi Cupido, il dio d'amore. [soluzione del 25 marzo: nonno]
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Dopo i circa 20°C di qualche giorno fa, stamattina un'imprevista nevicata ha imbiancato i fiori e le gemme che già ricoprivano i prati e i rami degli alberi, pronti ormai a sbocciare completamente. Nel pomeriggio, però, il cielo si è rasserenato e questo, insieme all'avvicinarsi della Pasqua, ci ha donato quella speranza che manca nel finale di questo sonetto di Raffaele Tosi. PRIMAVERA DI MORTE Come al bacio immortal del divo Amore s'apre alla gioia l'anima sincera, così al raggio del sol t'apristi, o fiore, ma, crudel, ti tradì la Primavera. Cadde la neve soffice e leggera su te posando in tutto il suo candore, finchè il gel ti recise, e la bufera ti portò lungi, a mete di squallore. Or, rosea macchia in un deserto bianco, chieder sembri a che valga esser nato gentil così per poi morir nel fango. Ed io, che canto a te, deluso e stanco, d'un sogno nel deserto sconfinato ti somiglio al mio cuore, e ti compiango.
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COLLANA DI PERLE - SCIARADA Nega il primiero, nega il secondo, ma un ben del mondo voglio all'intero. [soluzione dell'11 marzo: niente]
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COLLANA DI PERLE - INDOVINELLO Il sordo mi ode. Il cieco mi vede. Il pigro mi fa. Il morto mi sente. Lo sciocco mi sa. [soluzione del 26 febbraio: la sigaretta]
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Il brutto tempo e il rischio valanghe di questi giorni ci hanno fatto venire in mente questa novella di Raffaele Tosi, in cui un'abbondante nevicata ha salvato un uomo dall'assalto di un lupo. NELLE MANI DI DIO Da quanti ormai vivesse nella foresta egli stesso non lo sapeva. Certo, erano tanti se aveva potuto incanutire e piegarsi verso terra a quel modo. Fuggito dal consorzio degli uomini che lo avevano misconosciuto e trattato alla stregua di un paria dal giorno in cui aveva osato schierarsi apertamente in favore dei deobli e degli oppressi, si era rifugiato in quella tana scavata nella roccia presso il greto del torrente, e là aveva vissuto, cibandosi delle poche provviste che i carbonai gli portavano all'alba del lunedì tornando al lavoro, insieme con tutto quello che la natura gli offriva, all'istessa guisa di un selvatico braccato dai cacciatori. E, poiché non poteva più amare il suo prossimo, aveva riversato sugli animali tutti i tesori della sua anima appassio...
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COLLANA DI PERLE - INDOVINELLO è una bianca, breve torcia: più si tira più s'accorcia. [soluzione del 12 febbraio: la mano]
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Oggi è la festa del gatto, animale proverbialmente dotato di sette vite ed è proprio questo il motivo per cui si festeggia il 17: nella tradizione dei Paesi nordici il numero 17 indica vivere una vita per sette volte. Nell'Antico Egitto erano considerati animali sacri, con il delicato compito di guidare gli esseri umani dell'Aldilà, per il comportamento ambivalente che li contraddistingue: fedele aiuto contro i topi, ma anche lesto ladruncolo di bocconi prelibati, a volte sornione, altre scattante predatore, il gatto da sempre è stato un affettuoso e giocherellone compagno di bambini e anziani, spesso divertiti, ma talvolta anche infastiditi dalle sue marachelle, come la vecchietta di questa poesia di Raffaele Tosi. IL MIO MICINO Col gomitol della lana gioca sempre il mio micino; lo rincorre, lo dipana, poi lo arruffa pian pianino. Quando giunge col bastone la nonnina costernata, lesto infila il birbaccione la finestra spalancata. [No, non ci vedete doppio: i ...
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E anche quest'anno siamo arrivati al Martedì Grasso ed è ora di salutare il Marcantonio e la Cecca, sovrani per un giorno di un regno di cartone, come dice El Raffa in questa poesia. Essi continueranno però a guardarci dai murales di via Fiume, fin quando sarà il momento di vederli nuovamente scendere per le strade, avvolti dai coriandoli e dal profumo della paniccia, pronti a impegnarsi per rispondere alla richiesta che ogni suddito rivolge loro quando canta l'Inno a Marcantonio Carlavèe: “Fa' che regni il buon umore, l'abbondanza e l'allegria, fa' che palpiti nel cuore la concordia e l'armonia”! Carlavèe Carlavèe lè torna qui, veggiu ludru sbrindellà, ma s' pò dì clè riverì pussè 'ncòo d'un deputà. A l' gà pena ma n' dì d' gloria e l' seu regnu l'è d' cartun, ma però l' passa nt'la storia d' tutta quanta la nasiun. Tenc vigioit che durant l'ann jan facc sempri ma cilecca ntl'uccasiun che...
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COLLANA DI PERLE - INDOVINELLO C'è una mamma che lavora senza posa tutto il giorno: cinque figli ha sempre intorno che l'aiutan a ogni ora. [soluzione del 29 gennaio: la lumaca]
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Queste tre rose, alle quali è bastato un tiepido raggio di sole quasi primaverile per aprirsi dopo aver resistito al freddo dell'inverno, sono molto simili a quelle di questa poesia di Raffaele Tosi e ci ricordano che felice è chi sa sognare piccole cose ed è capace di assaporarle fino in fondo. LE TRE ROSE Miracolo di un raggio del caldo sol di Maggio, vermiglie, vellutate, ne l'angolo de l'orto eran sbocciate tre rose belle, che scuotendo tutt'e tre la testa su lo stelo, si voller confidar l'intimo anelo. - Vorrei – la prima disse, che un Mago mi rapisse, e dove ognun potesse mirarmi, in bella mostra mi mettesse. - Ed io – fe' la seconda, vorrei fresca e gioconda, spiccare sopra il nimbo dorato dei bei riccioli d'un bimbo. - Sorelle, più modesto del vostro, è il mio desire - disse la terza – è questo: qui sono nata e qui voglio morire!
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COLLANA DI PERLE - INDOVINELLO Con la casetta sopra la schiena su per i muri, sui cigli va: non ha mai fretta, non ha mai lena: come si chiama chi dir mi sa? [soluzione del 15 gennaio: Chicchirichì]
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COLLANA DI PERLE - LA FILASTROCCA DEL CHE-CHI - Filastrocca del Che-Chi! Chi c'è mai che canta qui? - Qui c'è Chicco con la Checca che chi sa che cosa becca! - E qui dietro, chi c'è, chi? - Il signor xxxxxxxxxxxx! [soluzione del 2 gennaio: L'idea unica con le parole, CIO È UNA “COLLANA DI PERLE”]
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In questo giorno, nel ricordo che sempre ci accompagna, ti ringraziamo per i valori che hai cercato di inculcare nelle nostre vite. (3 gennaio 1977 - 3 gennaio 2024) IL FIORE DEL RICORDO Il poeta che aveva amato tanto i fiori in vita, quando venne a morte, per ironia suprema della sorte senza un fiore fu portato al Camposanto. E, poiché erede non avea nessuno, nessuno si curò della sua fossa: giacque in oblìo sotto la terra smossa, sotto la neve dell'inverno bruno. Ma l'Aprile, tornando, ricordò quell'umil ch'era stato il suo cantore: con un raggio la fossa ne baciò, ed ai suoi piè fece sbocciare un fiore.